LUOGHI DELLA MEMORIA: IL SACRARIO MILITARE DEL PASSO DEL TONALE

  

Il Sacrario Militare del Passo del Tonale è incastonato tra le maestose cime dei massicci dell’Adamello e dell’Ortles, al confine tra il Trentino e la Lombardia.

Opera dello scultore Timo Bortolotti e dell’architetto Pietro del Fabbro, fu costruito nel 1936 nei pressi dell’omonimo passo, alla considerevole quota di 1.883 metri, per commemorare gli innumerevoli caduti della cosiddetta “Guerra Bianca”, ovvero delle battaglie che si svolsero ad alta quota, specialmente sul massiccio dell’Adamello.

Custodisce le salme di 847 caduti italiani (di cui 34 ignoti) provenienti dai diversi cimiteri militari dismessi di Case di Viso, Ponte di Legno, Pezzo, Stadolina e Temù. Inoltre sono presenti anche i corpi di otto soldati austro-ungarici e un loculo dove sono raccolti i resti di cinque soldati, senza nome, emersi dal vicino ghiacciaio della Lobbia Alta nel 1964.

La struttura di questo monumento è piuttosto particolare rispetto ad altri, solitamente più semplici. Piccoli scalini conducono direttamente al portone della cripta da dove sono visibili delle formelle su cui sono stati scolpiti i volti di quattro soldati. La cripta, di pianta quadrata, custodisce i loculi di tutti i caduti; al centro si trova l’altare, una statua di Cristo risorto e un’altra raffigurante la Vergine in preghiera.

La cripta è circondata all’esterno da una struttura semicircolare, caratterizzata da due scalinate ad arco che portano al piano superiore, composto da una terrazza con al centro una statua in bronzo raffigurante la Vittoria Alata. Visitando questa parte si comprende il significato dell’intero Sacrario: la parte inferiore invita alla pietà e al cordoglio, mentre quella superiore, più monumentale, vuole celebrare la vittoria italiana nella Grande Guerra.

Durante la Grande Guerra, il Passo del Tonale fu protagonista nel giugno del 1918, di quell’azione bellica nominata ‘azione valanga’ sul piano d’attacco austriaco. Il 13 giugno, infatti, gli austriaci, dopo aver sottoposto a vivo fuoco di artiglieria i soldati italiani che presidiavano il Passo, lo invasero a sud e a nord con un’intera divisione. Grazie agli Alpini e all’artiglieria italiana, però, i nemici vennero respinti. Tale esito si ebbe anche nel pomeriggio di quello stesso giorno quando gli austriaci ripeterono l’attacco. Dopo questa data, il M. Pasubio fu teatro di cruente battaglie di logoramento, fatte di attacchi, ripiegamenti, una devastante guerra di mine (29/09/1917-13/03/1918), fino alla vittoria italiana.