MOVM ECCELLENTI: IL GEN. ENRICO PEZZI

  

 

da “IL NASTRO AZZURRO” n° 1-2013

La prestigiosa carriera militare di Enrico Pezzi iniziò nell’aprile del 1917, quando, come allievo del Collegio Militare di Roma, venne ammesso all’Accademia Militare di Torino per frequentare il corso di allievo ufficiale di complemento del Regio Esercito. Promosso sottotenente nel febbraio del 1918 ed assegnato all’Artiglieria da Campagna – arma nell’ambito della quale partecipò agli ultimi mesi della Grande Guerra – Pezzi fu attratto ben presto dal fascino del volo e nel luglio del 1923, dopo essere nel frattempo transitato in S.P.E., venne ammesso a frequentare il corso per “osservatore d’aeroplano” conseguendo il brevetto nel gennaio dell’anno successivo. Il suo primo impiego in questa nuova specialità  fu nella campagna delta Tripolitania, dopo che net luglio del 1924 era transitato, con il grado di tenente, nel ruoto naviganti della nuova Arma Aeronautica. Sono di questo periodo la sua prima Croce di Guerra e la sua prima Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Promosso capitano nel giugno 1926, Pezzi venne assegnato al comando della XXVIII Squadriglia del 62° Gruppo Ricognizione Aerea (costituito nel 1924) di base all’aeroporto di Pisa “S. Giusto”, conseguendo l’anno successivo il brevetto di “pilota d’aeroplano” presso la scuola di Cerveteri (Roma) dove era stato temporaneamente distaccato. Rientrato a Pisa nel maggio del 1928, divenne quindi “pilota militare” su velivolo Ansaldo 300/4. Fu quello il periodo in cui strinse rapporti sempre più intensi con la città di Pisa, tanto che nel 1929 si unì in matrimonio con Elena Queirolo, figlia dell’illustre clinico prof. Giovan Battista Queirolo, senatore del Regno, stabilendo così la propria dimora nella città toscana.

Trasferitosi nell’ottobre del 1931 a Bresso (MI) per un periodo di comando presso il 23° Gruppo Caccia Terrestre del 3° Stormo e a Ferrara net luglio del 1932, per un analogo incarico presso il 45° Gruppo del 14° Stormo B.D. Pezzi fece ritorno a Pisa nell’aprile del 1934 per assumere il comando, con il grado di maggiore del 62° Gruppo O.A. nonché dell’aeroporto di “S. Giusto”. Incarico che mantenne fino al settembre del 1936 quando, promosso tenente colonnello, prese parte alle operazioni in Africa 0rientate dove, in qualità di comandante della base avanzata di Gura, si merito una seconda Medaglia d’Argento.

Rimpatriato nel dicembre del 1936, Pezzi venne assegnato al 20° stormo O.A. di Centocelle assumendone il comando nel novembre del 1937, un mese esatto dopo la sua promozione a colonnello per Meriti di Guerra. L’anno successivo dal mese di dicembre, alla testa dello Stormo “Sparvieri”, combatté nella guerra di Spagna, dove meritò una terza Medaglia d’Argento. Non appena rimpatriato, nel luglio del 1939 assunse il c0mando sull’aeroporto di Reggio Emilia del neocostituito 41° Stormo B.T., con il quale operò durante la 2^ Guerra Mondiale partecipando alle cruente campagne di Malta e dell’Africa settentrionale.

Nell’aprile del 1941 lasciò il comando per transitare alla 9° Brigata Aerea “Leone” di cui, nel giugno successivo, assunse il comando. Per le sue brillanti qualità di uomo e di comandante dimostrate in ogni teatro di guerra, Pezzi venne Decorato di una quarta Medaglia d’Argento e nel febbraio del 1942 venne promosso generale di Brigata Aerea a scelta assoluta, divenendo così il più giovane generale della Regia Aeronautica. Nominato immediatamente comandante dell’Aviazione Italiana in Russia, Pezzi seppe distinguersi anche in questa ultima e tragica campagna, per le sue capacità militari e per le sue qualità umane, meritandosi le insegne di Cavaliere dell’ordine Militare di Savoia e la quinta Medaglia d’Argento al Valor Militare, questa volta “sul campo”.

Il 29 dicembre 1942, appreso che a Tscherkov, nell’ansa del Don, circa 12.000 soldati (7.000 italiani e 4.000 tedeschi di cui 2.000 circa feriti, erano rimasti accerchiati da una manovra di mezzi corazzati sovietici, Pezzi, che non era certo un ufficiate “da scrivania”, non ci pensò due volte e decise di partecipare personalmente alla missione di soccorso. Il 29 dicembre decollò da Woroscitovgrad con il suo SM81, con a bordo il tenente medico Federico Bocchetti e i piloti e specialisti Romano Romanò, Giovanni Busacchi, Luigi Tomasi, Antonio Arcidiacono, Salvatore Caruso e Alcibiade Bonazza. L’aereo, carico di viveri e medicinali, riuscì a raggiungere Tscerkow, dopodiché decollò con a bordo diversi feriti per cercare di riguadagnare le retrovie ma non giunse mai a destinazione. Il trimotore scomparve infatti nel nulla, probabilmente abbattuto dall’onnipresente caccia russa. Le capacità militari del generale Pezzi vennero riconosciute anche dall’alleato germanico che lo decorò con la Croce al Merito dell’0rdine dell’Aquila Germanica di 1° Grado con Spade, con la Croce Germanica di 2° Classe e, successivamente, con la Croce Germanica di 1^ Classe.

Alla sua memoria venne concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

 

Decorazioni

Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia

«Assunto il comando di una importante unità aerea duramente logorata dalle vicissitudini di lungo periodo di operazioni, ne riorganizzava in brevissimo tempo i ranghi e i servizi restituendola ad elevato grado di efficienza. Energico e tenace, animatore esperto ed ardimentoso, col prestigio improntava l’attività dei suoi reparti a spirito di consapevole temerarietà e di ardente emulazione, assicurando la più efficace tutela a grandi unità dell’esercito impegnate e facendo meritare ai suoi gruppi di volo, titoli di ammirazione e reputazione anche a confronto di unità aeree alleate. Fronte Russo, febbraio-luglio 1942.»

Medaglia d’oro al Valor Militare

«Veterano di quattro guerre dove ha sempre saputo strappare al cielo lembi di azzurro per ornarsene il petto. In terra di Russia ha scolpito con la sua audacia, l’esempio e la sicurezza di fronte al pericolo, in lettere d’oro la traccia dell’Ala italiana. In sublime rischiosa offerta per salvare soldati italiani chiusi in cerchi di fuoco, immolava la giovane vita salendo col sorriso dei forti nel cielo degli eroi. Fronte Russo, 29 dicembre 1942»

Medaglia d’Argento al Valor Militare

«Valoroso Osservatore d’Aeroplano, sempre primo a levarsi in volo nei momenti più critici ed aspri, partecipava con rara abilità e magnifica audacia alle più importanti azioni contro i ribelli. Eseguiva importanti, brillanti ricognizioni e bombardamenti da bassa quota sui più lontani centri ribelli, partecipando direttamente alle azioni sotto il fuoco nemico, mitragliando i ribelli, dando sempre, spinto dal suo coraggio indomito, efficace contributo alla riuscita delle operazioni. Capo di un equipaggio a bordo di un Caproni, in condizioni atmosferiche avverse, durante una difficile ricognizione, era costretto per guasto ai motori a scendere dopo sei ore di volo in territorio ribelle, ove, dopo alcuni giorni di marcia assetato e affamato, veniva fatto prigioniero dagli arabi col rimanente dell’equipaggio. Minacciato di morte, col contegno fiero, manteneva alto il morale dei suoi compagni e convinceva la cabila ribelle a sottomettersi. Costante fulgido esempio di coraggio cosciente, di eccezionale ardimento e di altissimo valore. Cielo della Tripolitania, 1924-1925.»

Medaglia d’Argento al Valor Militare

«Comandante di una importante base aerea, i cui reparti erano intensamente impiegati in cooperazione con le nostre colonne impegnate in azioni di repressione, si prodigava perché alle colonne stesse fosse assicurato, anche nelle più difficili condizioni in concorso continuo ed efficace da parte dei mezzi aerei posti alle sue dipendenze, eseguendo personalmente importanti e rischiose missioni di ricognizioni, di collegamento e di bombardamento. Partecipava fra i primi all’occupazione, mediante sbarco aereo, della regione dell’estremo Ovest etiopico, atterrando in un campo difficile trasportandovi truppe, armi e materiale, anticipando in tal modo la nostra presa di possesso di Dembidollo. Esempio di alte virtù di comandante e di combattente. Cielo dell’A.O.I., ottobre-novembre 1936.»

Medaglia d’Argento al Valor Militare

«Colonnello pilota volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, intendente dell’A. L. prima e comandante di stormo da bombardamento poi, guidava i suoi reparti su munite posizioni avversarie, incurante della viva reazione antiaerea. Con l’azione decisa della sua formazione, contribuiva alla distruzione delle opere difensive ed a paralizzare il funzionamento dei reparti e dei servizi nemici. Attaccato, durante la effettuazione di un bombardamento, da forze soverchianti, le metteva in fuga con il fuoco concentrato dei suoi velivoli. Cielo di Spagna, dicembre 1938-marzo 1939.»

Medaglia d’Argento al Valor Militare

«Comandante di stormo da bombardamento terrestre, con avveduta azione di comando e con l’esempio, portava la preparazione dei suoi reparti ad un alto grado di efficienza, affermato in guerra in numerosissime azioni. Pilota entusiasta più volte conduceva egli stesso l’offesa su importanti obiettivi nemici, sempre in gara di slancio e di ardimento coi suoi valorosi equipaggi. Cielo del Mediterraneo Centrale, 11 giugno-15 agosto 1940.»

Medaglia d’Argento al Valor Militare

«Comandante dell’aviazione italiana in terra di Russia è dì esempio per ardire e attività di volo. Sempre presente tra i piloti in cielo e nei campi fra le insidie del nemico. In una serie d’azioni ardite ha dimostrato come al superiore giovi l’esempio dello sprezzo del pericolo per aumentarne il suo prestigio. Cielo di Russia, febbraio-agosto 1942.»

Croce di Guerra al Valor Militare sul campo