ACHILLE FORMIS E MARIO CELIO – M.O.V.M. DI MAGGIO

  

FORMIS ACHILLE

Sottotenente cpl., 8° reggimento bersaglieri

Diplomato in ragioneria ed impiegato presso le Acciaierie Falk di Sesto S. Giovanni, rinunciò alla ferma minore di primo grado ed ammesso, al corso allievi ufficiali di cpl. presso il 12° rgt. bersaglieri a Pola fu nominato sottotenente nell’8° bersaglieri nel 1939. Trattenuto in servizio, durante una licenza straordinaria conseguì la laurea in scienze economiche e commerciali all’Università “Bocconi” di Milano e rientrato al reparto il 22 gennaio 1941 partiva col rgt. mobilitato per l’A.S.

“Comandante di una sezione di cannoni anticarro, nel corso di operazioni di assedio e di attacco ad una munita piazzaforte, dava ripetute prove di ardire e di elevato spirito combattivo. Penetrato il suo battaglione nel cuore del sistema fortificato nemico, e fatto segno a violenti contrattacchi di mezzi corazzati e di preponderanti forze di fanteria, col tiro preciso delle sue armi, contribuiva efficacemente al successo ed al consolidamento delle posizioni conquistate. Resisi, per effetto della violenta reazione dell’artiglieria nemica, inefficienti due pezzi della sua sezione e caduti quasi tutti i serventi, con ardimento e decisione, pari alla gravità della situazione, continuava da solo a far funzionare l’unico pezzo rimasto efficiente, centrando e fugando alcuni mezzi blindati. Inceppatosi anche l’ultimo cannone, si lanciava alla testa di un pugno di eroi in un’impari lotta a corpo a corpo contro le forze avversarie. Ferito gravemente da una raffica di pistola mitragliatrice, esortava i superstiti a non preoccuparsi di lui, e li incitava con inesausto ardore all’ardua pugna, finché colpito da una granata a mano cadeva da prode sul campo dell’onore. Fulgido esempio di ardimento e di valore personale, ferrea tempra di soldato e nobile figura di comandante.” – Bir Scerif (A.s.), 16-18 aprile 194l; Ras el Medauar, 2-3 maggio 1941.

 

CELIO MARIO

Partigiano combattente

Arruolato nel genn. 1941 nel 31° rgt. f. carristi, nell’aprile 1942 fu assegnato al II btg.  carri M/13 del 133° carristi della D. “Littorio” allora impegnata in A.S. Raggiunto il reparto il 3 maggio, il 7 agosto successivo era ferito da scheggia di mina a Tobruk e tre giorni dopo rimpatriava con la nave ospedale “Gradisca”. Alla data dell’armistizio si trovava ad Avezzano in licenza di convalescenza e fu tra i primi a svolgere attività clandestina di resistenza riportando anche molteplici ferite ad una gamba in un’azione per impossessarsi di un autocarro tedesco carico di munizioni. Spostatosi nel maggio 1944 nella zona dell’Aquilano, entrò a far parte del gr. “La Duchessa” con lo scopo di liberare i detenuti politici rinchiusi nelle carceri di Avezzano e destinati alla deportazione in Germania. Fu catturato in seguito a delazione e fucilato all’Aquila.

“Magnifica figura di intrepido combattente attaccava da solo, in diverse occasioni, soverchianti forze nemiche, infliggendo sempre a queste gravi perdite in uomini e materiali. Gravemente ferito veniva catturato, condannato a morte. Riuscito ad evadere riprendeva la lotta; catturato una seconda volta e nuovamente evaso, ritornava a combattere. Nel corso di un’audace impresa da lui organizzata per liberare alcuni partigiani dal carcere in cui erano detenuti, scoperto e circondato dalle guardie armate, apriva contro queste il fuoco abbattendone due e ferendone altre, finché dopo strenua lotta, esaurite le munizioni, veniva per la terza volta catturato. Sottoposto a torture e sevizie teneva contegno fiero e superbo; condannato a morte affrontava il plotone di esecuzione con il coraggio degli stoici e la serenità dei martiri più puri.” – zona Abruzzese, settembre 1943-31 maggio 1944.