
LEGNANI EMILIO
Tenente di vascello in s.p.e.
Figlio dell’ammiraglio di squadra Antonio, comandante la Squadra Sommergibili nella seconda guerra mondiale, conseguì la maturità classica a La Spezia nel 1936 e nell’Università di Roma frequentò il biennio di ingegneria. Nel novembre del 1938 entrò all’Accademia Navale di Livorno per concorso straordinario per ufficiali di S.M. e nel giugno 1940 ottenne la nomina a guardiamarina. Alla dichiarazione di guerra era già imbarcato sulla «Giulio Cesare»; passò poi sulla «Littorio» quale ufficiale addetto al servizio di rotta e comunicazioni. Durante l’attacco di aerosiluranti contro la flotta a Taranto nelle prime ore della notte del 12 nov. 1940, provvide con una piccola imbarcazione e sotto il martellare delle bombe a spegnere i fanali delle boe che circondavano la sua unità ed a porre in salvo l’archivio segreto quando la nave fu ripetutamente colpita da siluri. Promosso sottotenente di vascello nel genn. 1941, ottenne di essere trasferito ai «M.A.S.» Dopo avere operato per qualche tempo nell’Alto Tirreno, fu inviato nel Mar Nero al comando di una motosilurante della Flottiglia del comandante Mimbelli. In missione di guerra nella notte sul 3 agosto, riuscì con abile manovra a silurare ed affondare l’incrociatore sovietico tipo «Crimea Rossa». Promosso tenente di vascello dal 24 luglio 1942 e rimpatriato, fu destinato all’Ufficio Operazioni del Dipartimento M.M. di Venezia. A domanda, imbarcò nuovamente quale comandante della IX squadriglia «M.A.S.», comando che tenne fino all’agosto 1942 allorchè fu ricoverato in ospedale per malattia contratta in servizio ed era ancora degente alla dichiarazione dell’armistizio. Riprese servizio nel giugno 1945 presso il Comando Marina di Roma; nel marzo 1948 frequentò a Livorno il corso superiore e dopo avere comandato successivamente i dragamine 303 e 308, fu avviato alla Scuola comando di Taranto quale comandante la corvetta «Sibilla» prima e la corvetta «Gazzella». poi. Promosso capitano di corvetta, dal maggio 1952, fu destinato al Comando Marina di Genova. Dopo avere frequentato a Livorno l’I.G.M., essendo risultato vincitore del corso per il Corpo piloti di porto di Genova, lasciò a domanda il servizio attivo. Nel 1961 ottenne la promozione a capitano di fregata di cpl. Presidente dal 1964 del Collegio Naz. Patentati Capitani Lungo Corso e D.M. E’ deceduto a Genova nel 2006.
Comandante di M.A.S. veloce, operante in mari lontani, dava prova in audaci missioni di guerra di perfetta preparazione, di sereno ardimento e di elevata perizia nella condotta del potente insidioso strumento bellico a lui affidato. Destinato ad effettuare una difficile missione di agguato, dirigeva decisamente per intercettare una formazione navale sovietica, composta di un incrociatore e un C.T., sfidandone con coraggio ed audacia l’intenso e ben aggiustato tiro che inquadrava ripetutamente la piccola unità. Nonostante le sfavorevoli condizioni di luce e la martellante azione di fuoco dell’avversario, mirava decisamente all’obiettivo, e, giunto a breve distanza, lanciava contro la prima e più grossa unità due siluri che, esplodendo, avvolgevano in una nube di fuoco la nave nemica che in pochi minuti affondava. Compiuta l’eroica gesta che rinnovava con insuperabile slancio le gloriose tradizioni dei nostri M.A.S., si disimpegnava dalla furiosa reazione dell’unità nemica di scorta e dagli insistenti attacchi aerei, raggiungendo, senza perdite, la propria base. Egli veniva così a dimostrare come lo spirito che anima i marinai d’Italia, sappia piegare in qualsiasi cimento la forza avversaria e su essa, osando l’inosabile, trionfare. – Mar Nero, notte sul 3 agosto 1942.
POLI LIDIO
Sergente A.A., pilota
Diplomatosi alla Scuola d’arte “Stagi” di Pietrasanta e assunto come disegnatore dalla Società marmifera italiana in Querceta, si arruolò volontario allievo sottufficiale pilota nell’A.A. il 3 genn. 1938. Conseguì il brevetto di pilota d’aeroplano nel luglio successivo e fu nominato primo aviere pilota dopo aver frequentato i corsi nelle Scuole di Pola e di Lucca. Trasferito alla Scuola pilotaggio di Foligno nel gennaio 1939 venne nominato pilota militare nel giugno dello stesso anno e dalla Scuola caccia di Castiglione del Lago trasferito al 4° stormo da caccia in Gorizia nel luglio successivo. Promosso sergente nell’agosto 1939, veniva mobilitato con lo stormo per la seconda guerra mondiale e trasferito nell’aeronautica della Libia l’11 giugno 1940. Ferito nel combattimento dell’8 agosto 1940 nel cielo dell’A.S., col braccio sinistro quasi asportato dallo scoppio di proiettile esplosivo, riusciva ad atterrare in territorio nazionale e, dopo estenuanti cure in ospedale dove subiva la totale asportazione dell’arto, veniva congedato e trasferito nel ruolo d’onore con la promozione a sergente maggiore nel marzo 1941 ed a sottotenente di cpl. A.A.r.n. nel marzo 1963, raggiunse il grado di colonnello. Funzionario della Banca Nazionale del Lavoro, si è spento a Forte dei Marmi nel 1993.
“Giovane pilota, partecipe di una formazione da caccia attaccata di sorpresa da soverchianti forze nemiche, contribuiva con eccezionale perizia ed intrepido coraggio all’abbattimento di cinque velivoli avversari. Colpito durante l’aspra lotta da pallottola esplosiva che gli sfracellava il braccio sinistro all’altezza della spalla, continuava con supremo sprezzo della vita a combattere sino all’estremo delle forze, riuscendo infine, in un supremo sforzo di volontà, ad atterrare senza danni nei pressi di una nostra colonna. Amputato dell’arto continuava a dar prova, con la parola e con stoico contegno, delle altissime virtù già dimostrate durante tutto il combattimento” – Cielo della Marmarica, 8 agosto 1940.
Altre decorazioni: Cr. g. al V.M. (Mediterraneo Centrale, nov. 1940).