
Il 6 giugno 1949 il treno presidenziale giunge alla Stazione di Gorizia alle ore 17.50. Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi viene accolto dalle autorità. Si forma il corteo presidenziale che percorre il Corso Roosevelt, il Corso Verdi, via Oberdan e giunge in Piazza Vittoria, dove sono schierate le truppe del presidio che presentano le armi all’arrivo del Presidente mentre la musica, dopo i tre squilli di “attenti”, intona le prime otto battute dell’inno di Mameli.
Il Presidente prende posto nella tribuna centrale e il Sindaco pronuncia un breve discorso cui risponde il Ministro Pacciardi. Subito dopo sale sul palco d’onore il Gonfalone della Città portato dal Comandante le Guardie Municipali, con la scorta di due graduati. Intanto il Comandante Militare del territorio dà lettura della motivazione della ricompensa al valor militare conferita alla Città di Gorizia.
«Luce di civiltà italiana da secoli lontani; speranza d’eroi che per lei offrirono la vita congiungendola alla Patria nel ciclo conclusivo del Risorgimento; intrepida sempre nella difesa delle sue tradizioni; dava, anche nelle recenti fortunose vicende, col sangue dei suoi figli, la prova del suo indistruttibile patriottismo, segnando di luce gloriosa l’epopea partigiana. Sacra agli Italiani, per la sua incorruttibile fede e per le chiare gesta dei suoi figli, ormai affidate alla storia. Esempio di quanto possano l’animo ed il braccio nella difesa dei vincoli della stirpe e della civiltà, monito alle generazioni future dell’Italia e del mondo. 1848 – 1870; 1915 – 18; 1943 – 47» 14 maggio 1948
Terminata la lettura della motivazione il Sindaco porge al Presidente, inchinandolo, il Gonfalone che viene decorato della Medaglia d’Oro. Intanto la musica, dopo i tre squilli di “attenti”, intona l’inno alla Bandiera e la truppe schierate sulla piazza presentano le armi.