
SOCIO D’ONORE DELL’ISTITUTO DAL 1950 – TESSERA N° 25
Motto: «Velox ad impetum»
Festa: 18 giugno – anniversario della costituzione della Specialità (1836)
Sede: Caserta – Caserma “Ferrari Orsi”
Mostrina: Fiamma a due punte di colore cremisi
STEMMA ARALDICO
Lo scudo pieno con lo smalto azzurro (simbolo di amor di patria e di lealtà) è espressione della gloria militare conseguita dal reggimento su tutti i campi di battaglia ove lo stesso è stato chiamato a combattere.
La “banda nebulosa” ricorda l’appartenenza dell’8° alla Divisione Corazzata “Ariete” in quanto la “banda”, in passato, è stata inserita negli stemmi di reparti della stessa grande unità. La presenza del Reggimento in Africa Settentrionale nel corso del secondo conflitto mondiale è sottolineata dal silfio di Cirenaica. L’arme di Novara nella punta dello scudo (argento e rosso colori che coincidono con quelli del vecchio Piemonte) ricorda la battaglia combattuta nel 1848 alla quale parteciparono con valore i battaglioni confluiti poi nell’8° alla sua costituzione,
il capo d’oro simboleggia le due massime ricompense al V.M. concesse al Reggimento.
ORIGINI E VICENDE ORGANICHE
Il 1° gennaio 1871 l’8° Reggimento Bersaglieri si costituisce in seguito al decreto 13 novembre 1870 ed è formato con i preesistenti Battaglioni III, V, XII e XXIII che assumono, rispettivamente, il numero di I, II, III e IV. Nel settembre 1883 il IV Battaglione passa ad altro reggimento. Nel giugno 1886, i rimanenti riassumono il numero di III, V e XII. Il 1° ottobre 1910 il reggimento costituisce I’VIII Battaglione Ciclisti e, nel giugno 1912, il XXXVIII Battaglione. Nel 1919 si scioglie il battaglione ciclisti. Nel luglio 1924 l’intero reggimento si trasforma in ciclisti e tale rimane fino al 1936. Il 10 giugno 1940, inquadrato nella Divisione Corazzata «Ariete», ha il seguente organico: comando; plotone comando di reggimento; III, V e XII Battaglione; compagnia cannoni da 47/32. Sciolto il 13 maggio 1943 a seguito degli eventi bellici, è ancora formato il 15 luglio successivo ed è nuovamente disciolto il 9 settembre dello stesso anno, dopo l’armistizio.
Nell’ambito della Brigata Corazzata “Ariete” viene formato il 15 settembre 1949 l’8° Reggimento Bersaglieri su due battaglioni: il I (già III del 3° Reggimento Bersaglieri) ed il II (costituito il 10 dicembre 1948 presso il l82°’ Reggimento f.) i quali, dopo pochi giorni divengono, rispettivamente, III e V battaglione; dal giugno 1953 inquadra anche il XII battaglione bersaglieri. Una variante all’organico viene apportata il 1° luglio 1963 con il trasferimento del V battaglione al 132° Reggimento Carri e l’arrivo dal 132° del VII battaglione carri. L’8° Bersaglieri si scioglie il 31 ottobre 1975, a seguito della ristrutturazione dell’Esercito, ed il 1° novembre hanno vita il 3° battaglione b. “Cernaia” (per trasformazione del III battaglione b.), il 26° battaglione b. “Castelfidardo” (per trasformazione del XII battaglione b.) ed il 7° battaglione cr. “M.O Di Dio” (per trasformazione del VII battaglione cr.). Al 3° Battaglione Bersaglieri “Cernaia” che ha sede in Pordenone sono affidate le tradizioni di valore e la Bandiera dell’8° Reggimento. L’unità viene assegnata all’8ª Brigata Meccanizzata “Garibaldi”. Dal 23 ottobre 1983 (con il concorso di personale fornito dai battaglioni 11° “Caprera”, 23° “Castel di Borgo”, 26° “Castelfidardo” e da altri reparti della Divisione “Ariete”) il 3° Battaglione è impiegato in Libano con il Contingente Italiano inserito nella Forza Multinazionale di Pace. Impegnato ad assolvere il compito di presidio e protezione del Campo palestinese di Chatila a Beirut, nei giorni dal 24 al 26 dicembre 1983 è coinvolto in violenti scontri a fuoco fra l’Esercito Libanese Regolare e le formazioni guerriglieri degli Sciiti di Amal; viene rimpatriata il 24 gennaio 1984. Dal 30 giugno 1991 prende sede in Caserta in conseguenza del trasferimento della Brigata nel Meridione. Il battaglione partecipa dal dicembre 1992 al gennaio 1993, all’operazione “Vespri Siciliani” in concorso al mantenimento dell’ordine pubblico nella zona di Palermo. Nell’ambito del riordinamento della Forza Armata il battaglione perde la propria autonomia il 25 giugno 1993 ed il giorno successivo è inquadrato nell’8° Reggimento Bersaglieri che si ricostituisce in Caserta.
CAMPAGNE DI GUERRA E FATTI D’ARME
Prima d’indipendenza (1848-49)
Vi partecipano il III e il V Battaglione; alla 9ªCompagnia del III e al V Battaglione distintisi a Novara il 23 marzo 1849 viene concessa la medaglia di bronzo al valor militare.
Crimea (1855-56)
Le Compagnie 9ª e 10ª del III, 17ª e 18ª’ del V, inquadrate in battaglioni provvisori, si distinguono rispettivamente alla Cernaia e a Sebastopoli.
Seconda d’Indipendenza (1859)
Il III Battaglione opera a Madonna della Scoperta e all’investimento di Peschiera e la 9ª Compagnia merita una seconda medaglia di bronzo. Il V Battaglione agisce a Ponte di Casale, sulla Sesia, a S. Martino e nell’investimento di Peschiera.
Centro Meridione (1860-61) e Brigantaggio (1860-70)
Partecipa alla campagna il XII Battaglione che combatte a Fano, Senigallia, Castelfidardo, Ancona, sul Garigliano, a Gaeta e Messina. Alle operazioni contro il brigantaggio dal l862 al 1869 prendono parte, in periodi diversi, i Battaglioni III, V, XII, XXIII nella zona di Potenza e negli Abruzzi.
Terza d’Indipendenza ( 1866)
Il III e il V Battaglione operano a Custoza il 24 giugno; il XII Battaglione raggiunge il Veneto ed è presente allo scontro di Ponte di Versa del 26 luglio.
Roma (1870)
Alle operazioni per la presa della città partecipa il XII Battaglione.
Eritrea (1887-88) (1895-97)
Vi partecipa la 12ª Compagnia del XII Battaglione nel 1887 – 88 ed il reggimento concorre alla mobilitazione di alcuni reparti con 12 ufficiali e 409 uomini nel 1895-97.
Cina (1900-03)
La 7ª Compagnia del V Battaglione, inquadrata nel corpo di spedizione, prende parte all’occupazione dei forti di Shan-hai-cuan e al combattimento di Cu – nan – sien.
Libia (1911-12)
I bersaglieri dell’8° si distinguono il 23 ottobre 1911 e il 27 febbraio 1912 nei combattimenti del Mergheb, e a Lebda il 2 maggio 1912; il III Battaglione, terminato il conflitto, rimane in Cirenaica fino al 1918.
Prima Mondiale (1915-18)
1915: il reggimento si distingue nei combattimenti di M. Peralba, Cima Becchei, M.Cristallo, e nei contrattacchi che portano alla riconquista delle posizioni di Sexten Stein. L’VIII Ciclisti combatte a Gradisca, Sagrado, M. S. Michele, M. Sei Busi.
1916: dopo un rigido inverno trascorso sulle posizioni montane del settore Lavaredo – Oberbacher, l’8° partecipa all’attacco sulla fronte M. Cadini-Croda dell’Ancona; alle azioni sul M. Forame e alla conquista delle sue quote dominanti, seguita da una ripetuta azione difensiva. L’VIII Ciclisti opera a Trincea delle Frashe, Vippacco, Doberdò.
1917: trascorsa gran parte dell’anno nell’Alto Forame, il reggimento nell’ottobre forma retroguardia del I Corpo d’Armata fronteggiando il nemico a Termine di Cadore e a Rivalgo, e sostenendo duri combattimenti a Fadalto, Farra d’Alpago, Villa Faè e sulla sinistra del Piave. L’VIII Ciclisti prende parte ai combattimenti di M. Santo, M. Plagna, Tolmezzo, Lestans, S. Martino, Piave.
1918: il 29 marzo, passato a guado il Piave, l’8° conquista di slancio l’isola di Caserta. Nel giugno, inquadrato nella VI Brigata Bersaglieri, resiste nel corso dell’offensiva austriaca a La Fossa. Trivio Ninni e C. Lina; contrattacca e travolge il nemico a Fagarè, si difende a oltranza sui caposaldi di S. Biagio di Collalta, C. Verduri, C. Ninni, Canale Zeno. Nell’offensiva finale, l’8° alla testa della VI Brigata, passa a guado il Piave sotto il tiro dell’artiglieria nemica, conquista il 27 e 28 ottobre, con assalto alla baionetta, la linea Stringhella – Roncadelle, occupa Ponte di Piave. passa il Livenza e il Tagliamento e infine conquista Paradiso allo scoccare dell’armistizio. L’VIII Ciclisti opera a Capo Sile, Maserada, Zenson, sul Livenza, Pordenone, Pozzuolo del Friuli e Risano.
Seconda Mondiale (1940-45):
1940: inviato al fronte alpino occidentale in previsione di un eventuale impiego
1941: l’8° Bersaglieri trasferito in Libia partecipa ai fatti d’arme di El Mechili e Acrona in aprile; i primi di maggio è sul fronte di Tobruk e nei giorni successivi raggiunge Passo Halfaya. Nel corso della battaglia della Marmarica combatte a Sidi Omar, Bir el Gaza, Sidi Rezegh, Trigh Capuzzo, Bir el Gobi, El Adem, Agedabia, Et Agheila. Il VII Battaglione Carri, in Africa Settentrionale, attacca forze corazzate superiori in numero e potenza a Bir el Dleua e a Bir el Gobi il 18 – 19 novembre; si distingue poi nei combattimenti di Sidi Rezegh dal 9 novembre al 1° dicembre; di Ain Gazala, dal 13 al 15 dicembre; partecipa poi alla battaglia per la riconquista della Cirenaica dal 21 al 29 gennaio 1942.
1942: l’8° Bersaglieri è il primo reparto che nel corso della controffensiva entra a Bengasi il 29 gennaio; si distingue poi negli assalti a El -Cherna il 28 maggio, nella conquista di Dahar el Aslagh e di vari fortini della cintura di Tobruk dal 5 al 20 giugno, nell’inseguimento dell’avversario fino a El Alamein, nel contrattacco a El Mireir il 30 agosto. Nel corso della battaglia di El Alamein è in linea nella depressione di EI Qattara ed effettua numerosi contrattacchi per ristabilire la situazione; iniziato il ripiegamento svolge azioni di retroguardia ed è duramente provato; i superstiti partecipano infine alle ultime battaglie in Libia.
1943: in Tunisia, nell’aprile, presso Enfidaville, l’8° combatte fino al totale esaurimento di uomini e mezzi.
RICOMPENSE ALLA BANDIERA
Ordine Militare d’Italia – Decreto 31 dicembre 1920
“Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia (1915-18)” (All’Arma di Fanteria).
Medaglia d’Oro al Valor Militare – Decreto 31 dicembre 1947
“Strumento di guerra, nel quale agilità e potenza sono contemperate e fuse, animi e corpi protesi in ferreo blocco al sacrificio ed alla gloria, in circa due anni di guerra sanguinosa in territorio desertico ha dato prove fulgidissime di eroico valore. In continuo contatto con il nemico più forte ed implacabile ha opposto alla maggiore forza il coraggio, all’implacabilità la fermezza stoica e ne ha avuto, in ogni confronto, schiacciante ragione. Mai arrestato dal piombo avversario nelle sue marce vittoriose ha sempre saputo, opponendo le sue armi ed i suoi petti, stroncare inesorabilmente le iniziative del nemico. Il sangue generoso dei suoi Ufficiali, Sottufficiali, Bersaglieri, continuatori eroici di una tradizione che non ha macchia, ha irrorato e fecondato le sabbie del deserto: El Mechili, Tobruk, Passo Halfaja, Sollum, Capuzzo, Bir El Gobi, Dakar El Aslagh, nomi legati alle glorie della Patria, sono le tappe gloriose del reggimento, due volte sacrificatosi nell’estremo olocausto, due volte risorto nel nome dei suoi eroici figli caduti. Lo stesso nemico, ha espresso la stupita ammirazione per i fanti piumati del reggimento, espressione purissima delle virtù guerriere dell’italica stirpe – Africa Settentrionale, Aprile 1941-settembre 1942.»
Medaglia d’Oro al Valor Militare – Decreto 28 luglio 1950
Dopo aver dato all’azione comune eccezionale contributo di fede e di sangue, in sette giorni di titaniche gesta, respingeva le preponderanti forze avversarie e manteneva le proprie posizioni oltre i limiti delle possibilità umane- Battaglia del Mareth (Tunisia) marzo-aprile 1943″
Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito – Decreto 14 maggio 1999
“Reggimento inquadrato nel contingente ITALFOR nell’ambito dell’operazione multinazionale Joint Endeavour in Bosnia Erzegovina, operava fin dall’inizio della missione e per oltre cinque mesi con indefettibile impegno, straordinaria capacità ed ammirevole spirito di sacrificio per assicurare il buon esito dell’operazione, in un contesto di generalizzato pericolo di degrado della situazione tra le fazioni in lotta, reso ancor più difficile dalle proibitive condizioni climatiche. Con il generoso slancio tipico della specialità, i bersaglieri dell’8º reggimento superavano ogni difficoltà e, agendo con costante equilibrio, senso di responsabilità ma anche con giusta determinazione, imponevano ai contendenti il rispetto degli accordi internazionali, meritando sul campo la fiducia di tutte le fazioni. Il modo di operare dell’8º reggimento nel settore di responsabilità non solo consentiva la piena applicazione del piano di pace ma contribuiva in misura notevole al graduale ritorno a normali condizioni di vita della popolazione locale, grazie al senso di sicurezza che i soldati italiani sapevano infondere con la loro presenza vigile e qualificata. Nella gestione delle delicate attività nel distretto di Vogoska- primo quartiere di Sarajevo interessato al trasferimento di autorità tra le opposte fazioni- come nella scorta ai convogli umanitari lungo l’insidioso corridoio di Goradze o come ancora in occasione dell’esodo di circa seimila Serbi verso la Repubblica Serba di Bosnia, o nella tutela di vite umane e di infrastrutture e in tutte le altre innumerevoli circostanze che li hanno visti impegnati, i soldati di ogni ordine e grado dell’8º reggimento davano prova di indiscusse capacità, grande spirito di abnegazione ed eccezionale sensibilità umana, cogliendo risultati di altissimo pregio, ampiamente riconosciuti tanto in ambito internazionale quanto dalle popolazioni locali. Chiaro esempio di elevatissima professionalità, costante saldezza morale e sicuro valore militare, che esalta il prestigio dell’Esercito italiano e della Patria. – Bosnia Erzegovina, 18 dicembre 1995- 22 maggio 1996”
Medaglia d’Argento al Valor Militare – Decreto 5 giugno 1920
“Sulle ardue vette del Cadore, in sanguinosi combattimenti, fu esempio di forza e di saldezza. Nella mirabile difesa del Piave, con il fulgido ardimento e gravi sacrifici di sangue, sbarrò il passo all’imbaldanzito nemico. Avanguardia di una Divisione speciale di bersaglieri, nella suprema battaglia della riscossa, irruppe impetuosamente oltre il Piave, offrendo all’ultima ora della lotta, alla radiosa Vittoria della Patria, il fiore dei suoi ardenti bersaglieri – 4 novembre 1918”
Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito– Decreto 4 gennaio 1978
“Interveniva tempestivamente con uomini e con mezzi nelle zone del Friuli devastate dal violento terremoto, prodigandosi per più giorni in una instancabile e generosa opera di soccorso alla popolazione duramente colpita. Affrontava, con alto senso del dovere e con spirito di solidarietà umana incombenti pericoli per il ripetersi delle scosse telluriche, contribuendo a ridurre le conseguenze del disastroso evento. L’aiuto offerto con tenacia e fraterna generosità riscuoteva riconoscenza ed apprezzamento, con riflessi nell’affermazione del prestigio dell’Esercito – Friuli, 6 maggio 1976-30 aprile 1977.”