48° REGGIMENTO FANTERIA “FERRARA”

  

SOCIO D’ONORE DELL’ISTITUTO DAL 1956 – TESSERA N° 66

Motto:    “Fede e valore”

Festa:    15 giugno – Anniversario della Battaglia del Piave (1915)   

Sede:     Il Reggimento è stato sciolto nel 1991

Mostrine: rettangolari di colore azzurro con due bande laterali rosse.

STEMMA ARALDICO

Lo scudo è pieno essendo destinato alla esaltazione del Valor Militare del Corpo:

  • Lo smalto, d’azzurro destinato alla esaltazione del Valor Militare del Corpo;
  • Il leone di San Marco è l’emblema del legame tradizionale del Reggimento con la città lagunare. Il nome “Venezia” ha infatti accompagnato il reggimento sia come nome proprio sia, indirettamente, come nome della grande unità della quale ha fatto parte in pace come in guerra;
  • Il braccio armato ed il ramo di alloro, simboli specifici di enti preposti all’addestramento, derivano dallo stemma del 7° C.A.R. per trasformazione del quale il Reggimento si è costituito nel 1958, mantenendo le funzioni addestrative.

Il capo d’oro simboleggia le due massime ricompense al V.M. concesse alla Bandiera.

ORIGINI E VICENDE ORGANICHE

Discende dalla Colonna Mobile costituita in Bologna il 2 luglio 1859 con volontari romagnoli che pochi giorni dopo si divide in 1ª e 2ª Colonna Mobile della Romagna. Il 1° ottobre successivo le colonne si organizzano in reggimenti, di tre battaglioni ciascuno, e formano la Brigata «Ferrara»; la 2ª Colonna prende il nome di 26° Reggimento Fanteria che cambia poi a partire dal 1° gennaio 1860 in 48° Reggimento Fanteria (Brigata «Ferrara»); dai 25 marzo viene ‘incorporato nell’Esercito Sardo. Abolite le brigate permanenti, il 15 ottobre 1871 diviene 48° Reggimento Fanteria «Ferrara», poi dal 2 gennaio 1881 torna ad essere riunito con il 47° nella ricostituita brigata. Sciolto il 30 settembre 1926, viene formato nuovamente il 1° luglio 1937 ed è assegnato alla XXIII Brigata.

Il 10 giugno 1940, inquadrato nella Divisione di Fanteria «Ferrara», ha il seguente organico: comando; compagnia comando reggimentale; I, II e III battaglione fucilieri; battaglione albanese «Dajti»; batteria armi d’accompagnamento da 65/17. La compagnia mortai da 81 è formata nell’ottobre successivo. L’8 settembre 1943 il reggimento è sciolto per eventi bellici.

La ricostituzione avviene il 1° luglio 1958 quale 48° Reggimento Fanteria «Ferrara» (CAR) in sostituzione del preesistente 9° Centro Addestramento Reclute. Riorganizzato come battaglione, ha avuto sede presso la caserma “Milano” a Bari, fino al riordinamento generale dell’Esercito italiano avvenuto nel 1991.

CAMPAGNE DI GUERRA

Brigantaggio (1860-70)

Dal 1862 al 1865 è in Sicilia e concorre alla lotta contro i fuorilegge nelle zone di Girgenti e Trapani.

Terza d’Indipendenza (1866)

La mattina del 24 giugno il reggimento, dopo aver superato il torrente Tione, occupa le posizioni di Villafranca e le difende dai ripetuti assalti della cavalleria austriaca; è chiamato poi a proteggere la ritirata della 8ª e 9ª Divisione costrette a ripiegare dalla pressione avversaria

Eritrea (1895-97)

Fornisce 7 ufficiali e 284 uomini a vari reparti mobilitati.

Libia (1911-12)

Concorre con proprio personale alla mobilitazione di alcuni reggimenti.

Prima Mondiale (1915-18)

1915: il 30 giugno, nei dintorni di Lucinico, un tentativo effettuato con due battaglioni per aprire varchi nei reticolati nei pressi dei ponti di Gorizia fallisce. Il 3 luglio si sposta a Turriaco ed il 5, in linea tra Castelnuovo e Polazzo, conquista di slancio ed oltrepassa un trincerone a sud del bosco di Castelnuovo, ma le gravi perdite impediscono di procedere oltre. In luglio si impadronisce della trincea detta a squadra. A causa delle sensibili perdite, 500 uomini dei quali 19 ufficiali, il 1° agosto si porta nei pressi di Palmanova per riordinarsi; il 17 settembre è inviato nel settore But – Degano di rincalzo a truppe alpine nella zona di M. Paularo e viene impiegato in lavori difensivi. Nella quarta battaglia dell’Isonzo il II Battaglione penetra nella trincea detta superiore, presso Cima 4, conquista un ridotto e cattura 500 prigionieri.

1916: da gennaio a febbraio alterna periodi dl prima linnea sul S. Michele periodi di riposo nella zona Versa-Chiopris; quindi, il 13 marzo, effettua un attacco contro la linea Cima 4 cappella diruta di S. Martino. Il 29 giugno la linea tenuta dal reggimento è investita da gas asfissianti ed il 48° è costretto a ripiegare; alcuni reparti meno colpiti reagiscono riprendendo le posizioni, ove catturano un centinaio di prigionieri. Rilevanti le perdite: 25 ufficiali ed un migliaio di uomini. Nella sesta battaglia dell’Isonzo vengono finalmente conquistate le posizioni di Cima 4. Ulteriori successi vengono conseguiti in settembre e in ottobre nella zona di Oppacchiasella; i primi giorni di novembre i suoi reparti raggiungono la periferia di Castagnevizza.

1917: da febbraio a maggio è dislocato nel settore Faiti – Pecinka. Il 5 giugno è in trincea nei pressi di Monfalcone, ove rimane fino al 18 quando passa in retrovia. Nuovamente in linea in agosto durante Ia battaglia della Bainsizza, il 19 due battaglioni del reggimento, lanciati all’attacco, passano l’Isonzo a nord di Auzza e raggiungono il 20 le pendici nord-ovest del Veliki, ove catturano uomini e mitragliatrici; l’azione prosegue e il 25; dopo ardua lotta, giungono presso l’abitato di Mesnjak. Il 25 ottobre è schierato nell’ambito della 2ª Armata sulla linea M. Purgessimo – Castel del Monte – Miscek – fondo Valle Judrio; il 27 lascia le posizioni a causa della forte -pressione nemica e riesce a stento a sfuggire alla stretta ripiegando per la Val Chiarò su Ipplis e poi a Premiaracco. Proseguendo la ritirata, il 28 è al Tagliamento e poi al Piave che passa il 3 novembre, giungendo nei pressi di Camposampiero.

1918: rimane da gennaio a giugno nel settore di Fossalta di Piave; durante l’offensiva austriaca è in prima linea presso S.Donà. Il 15 giugno, dopo-violento bombardamento, il nemico forza il Piave a nord di Isola di Sopra e costringe l’ala sinistra de1 reggimento a ripiegare, nonostante la pronta reazione del III Battaglione la resistenza sulla destra del I Battaglione nell’ansa di Lampol. Alcuni reparti effettuano tentativi per riprendere le posizioni perdute, ma con esito negativo. Il mattino del 17, a seguito di violento attacco nemico, il I Battaglione è costretto a ripiegare; solo un forte contrattacco ristabilisce momentaneamente la linea, ma il battaglione viene circondato e riesce soltanto a prezzo di grandi sforzi ad aprirsi un varco. Il 19 giugno il reggimento sostiene e rintuzza un poderoso attacco infliggendo gravi perdite al nemico e costringendolo a ritirarsi. Merita una speciale citazione nel bollettino di guerra n. 1120. Rientra in linea l’8 agosto nel settore di Fossalta di Piave. Nella battaglia di Vittorio Veneto il 48° riserva della 53ª Divisione, si trasferisce per Ponte di Piave ad Oderzo.

Albania (1939): Prende parte alle operazioni per l’annessione.

Seconda Mondiale (1940-45):

1940: da1 giugno all’ottobre è inquadrato nella Divisione «Ferrara» che ha il compito di copertura della frontiera greco-albanese dal lago di Ocrida al mare. Iniziate le ostilità il reggimento attraversa il fiume Xeria in piena ed attacca lungo le direttrici prefissate. Dopo cinque giorni di aspri combattimenti si attesta sulla linea Alizot-Kalibaki. Quindi, aggirata la stretta di Cani Delvinaki e superate le posizioni di Ruspia e di Zarovina, in novembre il reggimento inizia la lotta per superare il munitissimo campo trincerato di Kalibaki. Ad un primo successo che costringe l’avversario ad abbandonare il munito quadrilatero di Goriza – Moni Susinu – Ripitisti – Griviani segue un contrattacco che costringe il reggimento, insieme alle altre unità della divisione a ripiegare prima su Kormos poi sulle posizioni Pontikates – Keltiri – Monastero di S. Iodino quindi sul Matricampos, sul Burato, a Sella Radati, ove contrasta efficacemente la pressione nemica.

Il 7 dicembre il reggimento, insieme al 47° ha il compito di sbarrare la conca di Tepeleni ed è su queste posizioni che si infrange e si arresta l’attacco avversario.

1941: sulle posizioni del Golico il reggimento, annullando numerosi tentativi di sfondamento, rimane fino al 17 aprile, allorché, ripreso l’attacco, respinge l’avversario e giunge rapidamente in vista di Argirocastro, tornando nuovamente sulle posizioni di Borgo Tellini e di Kalibaki.

1942-43: si porta in Montenegro, ove rimane a presidio della zona sino al 9 settembre 1943.

RICOMPENSE ALLA BANDIERA

AL VALOR MILITARE

Ordine Militare d’Italia – Decreto 31 dicembre 1920

“Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia (1915-18). (All’Arma di Fanteria).

Medaglia d’Oro – Decreto 5 GIUGNO 1920

“In epiche lotte a S. Martino del Carso e sul M.S. Michele (novembre 1915 – giugno 1916) diede sublimi prove di ardimento, di tenacia e di spirito di sacrificio, riconfermando le stesse sue belle qualità guerriere nelle aspre mischie sull’altipiano della Bainsizza (agosto 1917). Nell’offensiva austriaca del giugno 1918, sul Piave, esempio inarrivabile di valore e di spirito di sacrificio, dopo aver infranto il formidabile urto nemico a C. Cappellini ed a C. Gasparinetti, riconquistando l’argine di S. Marco, opponeva eroicamente pur con forze assottigliate dalla lotta lunga e sanguinosa, la sua ultima e decisiva resistenza a S. Pietro Novello, sicuro che la vittoria e la salvezza dell’onore d’Italia riposavano nel suo sacrificio. Il I Battaglione, circondato nell’ansa di Lampol, dopo aver seminato con poche eroiche mitragliatrici superstiti, per tre giorni, la strage nelle schiere nemiche, si apriva leoninamente un varco (Piave, 15 – 17 giugno 1918)».

Medaglia d’Oro – Decreto 31 dicembre 1947

«Falange temprata, traeva dalle auree insegne della passata guerra, motivo di nuova gloria. In giorni di epica lotta, i suoi fanti, degni del loro motto “Fede e Valore”, travolgevano di slancio il nemico fino ad affrontarlo in un formidabile campo trincerato (Borgo Tellini – Kalibaki) che attaccavano con tenacia e notevoli sacrifici di sangue, conquistando posizioni saldamente e tenacemente contese (lago Zerovina – quota 1201 – Burtopa – fiume Kalibaki – quota 935 – fiume Kormos – quota 899 – profeta Elia – Ripitisti – Gribiani). Di fronte a violenti contrattacchi nemici, condotti con forze soverchianti, contendevano il terreno palmo a palmo, facendo dei loro petti valido baluardo contro cui l’avanzata nemica s’infranse e si arrestò con perdite rilevanti. Nell’offensiva di aprile, con mirabile slancio travolgevano le resistenze accanite ed ostinate opposte dal nemico e il 17 raggiungevano Argirocastro, catturando prigionieri ed ingente bottino (Doliana – Vesane – Makricampos – Cippo 12 – M. Bureto – quota 1640 – Sella Radati – Tepeleni – Lekeli) (fronte Greco, 28 ottobre 1940-23 aprile 1941)».