
B
Banda, vedi ‘’Pezze onorevoli”’.
Bandato, in araldica è lo scudo coperto di bande di smalti alternati.
Banderuolato, in araldica si dice di torri, castelli con banderuole svolazzanti.
Bandiera, in araldica si dice di nome che comprende insegne di tessuto usati da parte di eserciti, chiese, confraternite ecc.
Barbuto, in araldica si dice di uomo con barba.
Bardato, in araldica dicesi di cavallo con le barde ovvero guarnito per la battaglia.
Bastone, in araldica è la terza parte della banda, serve a distinguere i cadetti dai primogeniti.
Bastone di Esculapio, in araldica si definisce quello posto in palo attorno al quale attorcigliata una serpe con la testa in alto e volta a destra (dello scudo) e la coda in basso volta a sinistra (dello scudo).
Belgico, in araldica si definisce il leone nero in campo d’oro.
Bendate, in araldica si dice delle teste dei mori con la benda sugli occhi.
Bisantato, in araldica si dice di scudi e figure seminati di bisanti.
Bisanti, (pezze onorevoli) in araldica si dice di figure simili a monete d’oro o d’argento.
Blasonare, in araldica è descrivere uno stemma usando il linguaggio araldico.
Bomba o granata, in araldica si rappresenta come una palla dalla cui parte superiore esce una fiamma.
Bordato, in araldica si dice delle pezze che hanno un bordo di uno smalto diverso che gira attorno.
Bordura, vedi pezze onorevoli e disegno nel testo.
Bottonato, in araldica si dice del bottone o bocciolo della rosa araldica, quando è diversamente smaltato.
Braccio, in araldica si dice se definito senza altro attributo, si definisce il braccio umano destro, movente dal lato sinistro dello scudo e piegato a scaglione.
Brisura, in araldica è francesismo per una pezza che nelle armi di uno scudo sta ad indicare i vari rami di una famiglia.
Burella, in araldica è una pezza onorevole; in particolare è una fascia diminuita nella sua larghezza.
C
Cadente, in araldica si dice della freccia o armi simili con la punta rivolta in basso.
Caduceo, in araldica si dice di bastone di Mercurio sul quale sono attorcigliate due serpi le cui teste sono affrontate e le cui code sono divergenti in punta, esso cimato da un volo spiegato (due ali aperte) o da due semivoli (un’ala a destra ed un’ala a sinistra).
Calzato, in araldica si dice di tipo di partizione dello scudo (v. partizioni dello scudo).
Campagna, in araldica si dice di figura che occupa la terza parte inferiore dello scudo, vedi pezze onorevoli.
Campo, in araldica si dice l’area dello scudo.
Campo di cielo, in araldicaè la definizione che caratterizza il cielo al naturale (celeste) e non azzurro; é abbastanza rara.
Capo, vedi pezze onorevoli.
Capo palo, vedi pezze onorevoli.
Cappato, vedi partizioni principali.
Caricare, in araldica è posizionare una figura sopra una pezza e viceversa.
Carnagione (di), in araldica si dice di smalto del corpo umano non coperto da indumenti.
Castello, in araldica è di forma solitamente quadrangolare, merlato alla guelfa o alla ghibellina, formato da una torre centrale, può anche essere di due torri laterali o di tre torri, ognuna delle quali ha tre merli solitamente banderlonati (con bandiera).
Cavallo, in araldica la sua testa si rappresenta sempre di profilo; può avere tanti attributi; (vedi tavole nel testo).
Cavallo alato, in araldica è il Pegaso; una figura chimerica.
Centauro, in araldica si dice di una figura chimerica con il corpo di cavallo ed il busto d’uomo. Si rappresenta passante.
Cercine, in araldica si dice di striscia di stoffa, che prende i colori dell’arma dello scudo, attorcigliata a ciambella e collocata sull’elmo per trattenere gli svolazzi.
Chiave, in araldica è solitamente rappresentata in palo, con l’ingegno verso l’alto volto alla destra dello scudo.
Chimera, in araldica si dice di mostro con la testa di leone, il corpo di capra, la coda di serpente, vomitante fuoco dalla bocca e le narici.
Chiuso, in araldica è il contrario di aperto, per le porte di torri e castelli, ma si definiscono, in tal modo, anche le mani e gli elmi.
Cimato, in araldica si dice di figure che ne hanno altre superiormente.
Cimiero, in araldica dicesi di una figura che cima l’elmo di uno scudo: aquila, leone ecc.
Ciclamoro, in araldica si dice di grande anello che si inserisce isolato nello scudo.
Cinquefoglie, in araldica si dice di figura di fiore a cinque petali a punta, col bottone centrale tondo, forato da cui si vede il campo sottostante.
Cinta, in araldica si dicono delle mura, con o senza merli che cingono una torre o altro edificio.
Colmo, in araldica è il “capo” ridotto ad un terzo della sua altezza.
Colori, vedi smalti.
Concessione (di), in araldica si dice delle armi e delle pezze araldiche che si ricevevano in concessione dai sovrani come ricompensa a vari servigi.
Coperto, in araldica si dice di torri e di edifici che hanno il tetto spiovente oppure con i tetti di smalto diverso.
Cornato, in araldica si dice se ha le corna di smalto diverso; cornuto se l’animale ha le corna.
Cornucopia, in araldica si dice di corno pieno di fiori, frutta e spighe; simboleggia l’abbondanza.
Corona, in araldica indica il grado di nobiltà dello stemma; si pone sopra lo scudo, isolata, o sulla cima dell’elmo. Esistono svariati tipi di corone, vedasi testo e disegni.
Cotissa, vedi pezze onorevoli.
Crancelino, in araldica si dice di mezza corona di foglie di ruta posta in banda.
Crescente, in araldica si definisce la falce di luna; vedi testo e disegni.
Croce, in araldica si dice di pezza onorevole graficamente formata dall’incrocio di un palo con una fascia. In araldica esistono quasi cento tipi di croci diverse; di seguito si prenderanno in considerazione solo alcuni tipi più ricorrenti nell’araldica militare.
Croce a chiave o di Pisa, in araldica ha le braccia che terminano a forma di chiave antica; si nominano della croce di Pisa e di Tolosa è in particolare una croce patente, rintrinciata e pomettata agli angoli. Si differenzia da quella di Tolosa che è invece vuota.
Croce alzata o del calvario, in araldica si dice di croce latina posta sui tre monti.
Croce a Tau, in araldica si dice di croce di tre sole braccia; v. Tau.
Croce attorcigliata, in araldica è composta di rami spine o tralci di vite attorcigliati.
Croce biforcata o di Malta, in araldica ha i bracci che si incidono divaricando le punte.
Croce costantiniana, in araldica è con i bracci che terminano ad ancora di tre punte ed attraversata dalle lettere greche X P.
Croce decussata o di S. Andrea, in araldica è con i bracci posti in decusse.
Croce dei Templari o di Lorena, in araldica è una croce doppia.
Croce di Gerusalemme, in araldica è una croce potenziata, accantonata da quattro crocette.
Croce finestrata o mulinata, in araldica ha le caratteristiche di avere un foro all’incrocio delle due traverse dal quale si vede il campo sottostante.
Croce greca, in araldica è piana scorciata ed equilatera.
Croce latina, in araldica si differenzia da quella greca per avere il braccio verticale di lunghezza superiore a quello orizzontale.
Croce papale, in araldica è a tre bracci trasversali; il primo corto, il secondo medio, il terzo più lungo.
Croce patente, in araldica nella quale i bracci si allargano verso i lati dello scudo.
Croce piana, in araldica i bracci toccano i lati dello scudo.
Croce potenziata, in araldica i bracci terminano con una piccola traversa perpendicolare ad essi.
Croce scorciata, in araldica si dice della croce le cui braccia non toccano i lati dello scudo.
Croce vuota, in araldica si dice della croce che lascia vedere il campo sottostante.
Crocetta, in araldica si dice di piccola croce o numerose croci scorciate che si posizionano all’interno dello scudo in modo diverso.
Cucito, in araldica si dice generalmente di pezze e figure di metallo su metallo o colore su colore.
Cuore (in), in araldica si dice della figura posta al centro dello scudo.