ANDREA BALDI E MARIO CUCCA – M.O.V.M. DI MAGGIO

  

BALDI ANDREA

3° Raggruppamento arabo – somalo, IX battaglione

Chiamato alle armi nel giugno 1915, fu assegnato al 3° bersaglieri e, dopo avere frequentato il corso allievi ufficiali di cpl. di Modena, nominato aspirante raggiungeva al fronte il II btg. ciclisti del 2° bersaglieri nel giugno 1916. Promosso sottotenente nel nov. 1916 e tenente nel luglio 1917, otteneva di passare al I gruppo d’assalto e come ardito partecipava alla battaglia del giugno 1918 sul Piave. Collocato in congedo nel 1919, veniva promosso capitano nell’agosto 1935 e nel dicembre successivo veniva richiamato a domanda in servizio per essere destinato in A.O. Trasferito nel R.C.T.C. della Somalia sbarcava a Mogadiscio l’11 gennaio 1936 e, assegnato ai IX btg. del 3° raggruppamento. arabo-somalo, assumeva il comando della 2ª compagnia.

“Già ardito e decorato della grande guerra con magnifico impeto e sprezzo del pericolo si lanciava alla testa della sua compagnia, contro forze ribelli che minacciavano il fianco della colonna in marcia. Durante l’aspro combattimento, incitava, con ardilo esempio, i suoi uomini a resistere. Cadeva sul campo piuttosto che cedere. Mirabile esempio di valore e di alto sentimento del dovere.” – M. Dunun (Neghelli), 19 maggio 1936.

Altre decorazioni: M.B. (Basso Piave, 1918)

CUCCA MARIO

Capitano s.p.e. fanteria – XXVI battaglione coloniale

Volontario nel 45° rtg. fanteria nel sett. 1913, nell’aprile dell’anno seguente otteneva di essere trasferito in Libia nel Corpo Volontari. Sbarcato a Tripoli il 10 aprile, veniva assegnato al I btg. fanteria dove raggiungeva il grado di serg.magg. il 1° ottobre 1916. Il 5 luglio 1917, passato al 35° fant. era nominato aspirante ufficiale di cpl. e un mese dopo sottotenente. Nell’aprile 1919, dopo avere prestato servizio, prima al 7° e poi all’82° fanteria, passava nei ruoli del s.p.e. Dopo sei anni di colonia, nell’ottobre 1920, rimpatriava e veniva assegnato al 46°. Tenente nel 1924 con anzianità 1° aprile 1920 e capitano dal 29 maggio 1932 nel 2° fanteria “Re”, era trasferito, nell’agosto 1935, al 527° battaglione mitraglieri del 39° fanteria mobilitato col quale si imbarcava per l’A.O. il 4 ott. sbarcando a Massaua quattro giorni dopo. Il 28 aprile 1936 era trasferito nel R.C.T.C. dell’Eritrea.

“Comandante di compagnia, già distintosi in precedenti operazioni di polizia coloniale per perizia, ardimento, sprezzo del pericolo ed entusiasmo, in aspro e duro combattimento, attaccato da forze nemiche preponderanti, ne conteneva l’impeto e le contrattaccava infliggendo loro perdite sensibili. Con la sua azione contribuiva notevolmente al felice esito delle nostre armi in quella giornata. ln successivo combattimento, di fronte a posizioni nemiche forti e saldamente difese, si portava con la propria compagnia all’attacco. Ferito alla mano sinistra proseguiva nell’avanzata fino a distanza di assalto. Ferito una seconda volta al braccio sinistro, al reciso invito di portarsi al posto di medicazione, rispondeva: <<Ho il braccio sinistro ancora buono; vado all’assalto. Viva l’Italia, viva il Re!>>. Scattava all’assalto, trascinando con l’esempio i suoi uomini e cadeva da eroe, fulminato da una raffica di mitragliatrice, sulla raggiunta posizione nemica, mentre ancora incitava i suoi ascari alla lotta. Ferrea figura di soldato, animatore magnifico. Fulgido esempio delle virtù guerriere di nostra stirpe.” – Mens, 6-20 maggio 1937; Noarì, 23-25 maggio 1937.