GIUSEPPE MASSINA E BRUNO JESI – M.O.V.M. GIUGNO

  

MASSINA GIUSEPPE

Sottotenente cpl. 7° reggimento alpini, II battaglione coloniale

 

Arruolatosi volontario, nel luglio 1920, nella legione allievi carabinieri, quattro anni dopo, nell’ottobre 1924, ottenne Ia nomina a sottotenente in s.p.e. nell’Arma. Promosso tenente nell’ottobre 1927, alla fine dello stesso anno si dimise dal grado e dall’impiego per dedicarsi alla professione di ragioniere. Nel maggio 1935, in vista del conflitto italo-etiopico, chiese di parteciparvi come semplice soldato e messo a disposizione della M.V.S.N., il 1° settembre partì col CXVI btg. CC.NN. della Divisione «28 ottobre». Nominato sottotenente di cpl. a Saganeiti nel giugno 1936, fu assegnato al btg. «Pieve di Teco» del 7° e nel febbraio 1937, al rimpatrio del btg. gli affidarono l’incarico di costituire una banda irregolare della quale poi assunse il comando.

“Volontario di guerra come milite di una divisione CC.NN. Magnifica tempra di soldato, entusiasta ed animatore, sprezzante del pericolo e del disagio, sempre fra i primi. Alla testa della sua banda irregolare, da lui creata, si slanciava all’assalto di fortissima posizione nemica infliggendo all’avversario notevoli perdite. Ferito gravemente al braccio, rifiutava l’aiuto di un capo banda, che voleva portarlo al vicino posto di medicazione, non solo, ma invitava lo stesso graduato ed i gregari accorsi a non curarsi di lui che continuava a combattere, esortandoli a mantenere ad ogni costo la posizione occupata. Colpito una seconda volta al petto, in un supremo sforzo di eroismo e dedizione, si buttava ancora nella mischia al grido di: «Savoia» finché cadeva gloriosamente. Mirabile esempio di belle ed elevate virtù militari.” – Gaser, 18 giugno 1937.

 

JESI BRUNO

Sottotenente cpl. Cavalleria, banda autonoma “Cavalieri dell’Amhara”

 

Studente nella facoltà di legge nell’Università di Torino, interrompeva gli studi per arruolarsi volontario nella 104ª leg. CC.NN. nel giugno 1935. Partito da Napoli il 3 nov., sei giorni dopo sbarcava a Massaua e nel dic. era in zona di operazioni. Ammesso al corso allievi ufficiali di cpl. di Saganeiti nel marzo 1936, tre mesi dopo veniva nominato sottotenente di cav. destinato ai I gr. squadroni. Trascorso un periodo di licenza per malattia in Italia, ritornava in Africa nell’aprile 1937 assegnato al III gr. squadroni di cav. coloniale di Dessié. Nel gennaio 1938, otteneva il comando della banda a cavallo del Governo Amhara con la quale si distingueva nel maggio successivo nel primo fatto d’arme del torrente Ghent. Sopravvissuto alle numerose ferite riportate il 29 giugno nel secondo combattimento del Ghent, rimpatriava nell’agosto e, dopo una lunga degenza in luogo di cura, veniva collocato in congedo assoluto dal 1° gennaio 1939. Trasferitosi a Torino, vi decedeva l’11 gennaio 1943.

Altre decorazioni: M.B. (Torrente Ghent, maggio 1938)

“Volontario nella campagna A.O., in vari combattimenti ed in numerose ardite ricognizioni, dava continue prove di grande coraggio, sprezzo del pericolo e capacità di comando. Comandante di una banda, in aspro combattimento contro forze soverchianti, ferito più volte, reprimeva le sofferenze delle carni straziate e, sempre in testa ai suoi ascari, continuava a trascinarli con la parola, il canto e l’esempio del suo ardimento alla conquista delle posizioni nemiche. Avuta stroncata una gamba da un settimo proiettile, impossibilitato a reggersi in piedi, incitava ancora i suoi uomini e li spingeva alla conquista delle ben munite posizioni dell’avversario, che volgeva in fuga. Esempio magnifico di fermezza, coraggio e fulgido eroismo.” Torrente Ghent ,29 giugno 1938.