
DI BELLA FRANCESCO AURELIO
Capitano cpl. A.A.r.n., pilota
Dopo aver conseguita la maturità classica nel Liceo «Maurolico» di Messina si arruolò volontario in Aeronautica. Conseguì il primo brevetto su «CA 100 idro» nell’agosto 1936 e trasferito alla Scuola Centrale di Pilotaggio Idro di Portorose ottenne il brevetto di pilota militare nel marzo 1937 e le spalline di ufficiale. Dal nov. dello stesso anno partecipò alla guerra di Spagna nell’aviazione legionaria e rientrò definitivamente nel sett. 1939 assegnato al 10° stormo BT. All’inizio della seconda guerra mondiale prestava servizio al 46° stormo BT. e col 104° gr. cominciava la sua attività bellica sul cielo del Mediterraneo. Promosso tenente nel dic. 1940 e destinato al Comando Aeronautica dell’Albania combatté nei cieli della Grecia. Ottenuto a domanda il trasferimento nella specialità aerosiluranti nel maggio 1941 dopo aver partecipato ad un corso di addestramento presso il 2° nucleo fu assegnato nel luglio successivo alla 283ª squadr. A.S. con la quale prese parte alla battaglia aeronavale di «La Galite» del 23 luglio per cui fu citato nel bollettino di guerra. Partecipò a combattimenti nei cieli del Mediterraneo e della Libia nel sett. e dic. 1941; alla battaglia aeronavale della Sirte nel marzo 1942, alla successiva battaglia di «Ferragosto» e fu impegnato più volte a contrastare lo sbarco anglo-americano in Algeria nel nov. 1942. Fu promosso capitano nel febbraio 1943, con anzianità nov. 1942. Si trovava ricoverato in ospedale allorché gli anglo – americani nel luglio 1943 sbarcarono in Sicilia. Volle rientrare al reparto incurante delle menomate condizioni di salute e dopo ripetuti combattimenti compì il 17 luglio la sua maggiore azione di guerra. Dal 20 luglio 1944 fu collocato in congedo. Laureato in ingegneria nel Politecnico di Friburgo, l94l – 1942, fu eletto deputato per la circoscrizione della Sicilia occidentale nella II legislatura della Repubblica. Decorato della Medaglia militare e di altre decorazioni dal Governo spagnolo. E’ deceduto a Grosseto nel 1972.
“Ufficiale pilota aerosilurante, combattente di più guerre e su vari fronti, più volte decorato al valor militare, sempre primo ad affrontare le missioni di volo più pericolose sia di giorno che di notte. Affetto da malattia contratta in servizio, ancora convalescente chiedeva ed otteneva di rientrare al reparto per scagliare la sua micidiale arma contro il nemico che invadeva il sacro suolo della Patria. Nel breve giro di sette giorni effettuava 5 siluramenti danneggiando ed affondando unità nemiche per complessive 54 mila tonnellate. Mitragliato in partenza notturna dalla caccia nemica, col velivolo colpito in più parti, si dirigeva alla ricerca del nemico e raggiuntolo, sotto le vampate della violenta difesa contraerea che fortemente menomava l’efficienza del velivolo, attaccava, silurava ed affondava una grossa unità da carico. Con le fiamme a bordo subiva un nuovo attacco dalla caccia nemica che toglieva al velivolo l’ultima possibilità di volo. Con abile manovra, calma e perizia, effettuava un riuscito ammaraggio alla luce lunare, portando in salvo l’intero equipaggio. Degno continuatore dell’esempio dei più puri eroi dell’aria.” – Cielo di Sicilia, 17 luglio 1943.
Altre decorazioni al Valor Militare:
M.A. (Cielo del Mediterraneo e della Grecia, giugno – dic. 1940)
M.A. sul campo (Cielo del Mediterraneo Occidentale, luglio 1941)
M.A. sul campo (Cielo del Mediterraneo e della Libia, sett. – dic. 1941)
“Capo equipaggio di aereo silurante partecipava a numerose azioni offensive contro forze navali nemiche. Durante un attacco con la sua formazione contro due grossi piroscafi armati, sebbene avesse avuto l’apparecchio, superava ugualmente lo sbarramento del fuoco avversario e, da poche centinaia di metri, silurava ed affondava entrambe le navi nemiche”
M.A. sul campo (Cielo Mediterraneo Centrale, marzo 1942)
“Capo equipaggio di aereo silurante partecipava all’attacco di un importante convoglio nemico scortato da una potente formazione navale. Sfidando la forte reazione contraerea permaneva sul cielo dell’obiettivo fino al limite dell’autonomia, insistendo in ripetuti finti attacchi che costringevano le unità nemiche a manovrare sotto il fuoco di una nostra formazione navale. Contribuiva così al brillante esito dell’azione che si concludeva con l’affondamento di tre unità nemiche ed al danneggiamento di altre quattro”
M.A. sul campo (Cielo del Mediterraneo, agosto 1942)
M.A. sul campo (Cielo del Mediterraneo, nov. 1942)
“Capo equipaggio di velivolo silurante già distintosi in precedenti azioni di guerra, partecipava volontariamente ad altre rischiose azioni belliche ottenendo sempre brillanti risultati. In ogni circostanza dava prove esemplari di capacità, serenità e valore”
Cr.g. al V.M. (Cielo di Spagna, nov. 1937 – marzo 1939
Capitano per m.g. (nov. 1942).
SAS KULCZYCKI
Capitano di fregata s.p.e. M.M.
Di nobile famiglia originaria della Polonia russa e figlio di noto insegnante di lettere nel Liceo «Tasso» di Roma, fu allievo dell’Accademia Navale di Livorno dal nov. 1921. Nominato guardiamarina nel nov. 1927 e sottotenente di vascello nel 1929, prestò continuato servizio su navi da battaglia ad eccezione del periodo 1928-1929 in cui fu al btg. Marina di stanza a Tien Tsin, in Cina e del periodo 1929-30 in cui frequentò il corso superiore all’Acc. Navale. Promosso capitano di corvetta nel marzo 1940, prese imbarco sulla corazzata «Littorio» con la quale entrò in guerra nel giugno successivo. Come direttore di tiro si meritò anche un encomio solenne nel nov. 1940 per le azioni nel Mar Ionio. Promosso capitano di fregata dal genn. 1943, si trovava a Trieste sulla «Cavour» alla dichiarazione dell’armistizio. Iniziata subito la sua opera di organizzazione dei primi gruppi di resistenza della regione veneta, passò in seguito a Milano dove dette vita alla organizzazione «V.A.I.» a carattere esclusivamente militare, della quale fu capo di S.M. Arrestato a Genova il 15 aprile 1944 e tradotto a Milano, fu poi avviato al campo di concentramento di Fossoli.
Altre decorazioni: M.B. sul campo (Mediterraneo Centrale, marzo 1942)
“Ufficiale superiore di eccezionali virtù militari e morali, già distintosi in operazioni di guerra e pervaso da profondo amor patrio, faceva fronte, all’armistizio, ai nemici della Patria iniziando senza indugio la organizzazione dei primi gruppi militari di resistenza nella regione veneta. Riconosciuto successivamente capo di Stato Maggiore del Movimento dei Volontari Armati Italiani, dava vita nelle regioni settentrionali a notevole attività militare e di sabotaggio contro l’oppressore e i suoi accoliti. Sottoposto a grossa taglia, indifferente ai rischi incombenti svolgeva durante sette mesi opera fattiva di animatore e di capo. Attivamente ricercato, veniva arrestato solo in seguito a delazione. Superbo esempio ai presenti per serenità e grandezza di animo di fronte al plotone di esecuzione, donava alla Patria un’esistenza tutta dedicata alla sua grandezza ed al proprio dovere di soldato e di marinaio.” Fossoli, 14 luglio 1944.