
PROGETTO SCUOLA IN LABORATORIO ANNO 2021.
Istituto Comprensivo di Teglio – Sede di Villa di Tirano
Referente: Maria Renda – Partecipanti: . Classe 3^A- Villa di Tirano
LA TRASLAZIONE DELLA SALMA DEL MILITE IGNOTO 1921-2021. ANALISI, CONSIDERAZIONE E RETAGGIO UN SECOLO DOPO.
Istituto Comprensivo di Teglio. La sede di VILLA DI TIRANO è l’unica sede ad avere due corsi completi. La presenza di personale abbastanza stabile ha consentito e consentirà negli anni a venire di qualificare sempre più l’azione didattica, frutto anche della profonda conoscenza del territorio di appartenenza e dell’interazione con le associazioni e il Comune, sempre attento alle richieste della scuola.
Elaborati degli alunni
Samuele Bombardieri
La storia del milite ignoto mi ha fatto pensare al fatto che i soldati morti in guerra prima non venivano considerati, venivano trascurati, come se la morte di un soldato non contasse niente; invece, in questo episodio non fu così, anzi si decise di celebrare i soldati morti in guerra, il che è secondo me un bellissimo gesto. Io penso che gli onori resi al milite ignoto siano un’iniziativa di grande valore, perché un soldato di identità sconosciuta, scelto casualmente tra altri, rappresenta tutti i soldati che lottarono per l’Italia, ma allo stesso tempo trovo un po’ ingiusto il fatto che solo lui, anche se senza identità, venga ringraziato ed onorato. Trovo che la scelta di seppellirlo sull’Altare della Patria sia un gesto simbolico e che gli rende onore, dato che l’Altare della Patria è una struttura immensa.
Samuela Brinafico
La storia del milite ignoto mi emoziona particolarmente perchè, sinceramente, penso a quelle povere persone, addolorate, nelle stazioni, con il pensiero rivolto ai propri cari, orgogliosi del servizio che hanno svolto durante la guerra, non sapendo chi possa essere il militare sul treno. È questo che rende quel militare un po’ il familiare, che tutti vedono come il proprio: la sua misteriosa identità lo rende un militare come un altro, che poteva essere al fronte per scelta oppure no, che però alla fine ha combattuto per la nostra patria. Quel militare secondo me rappresenta, per tutte le donne e gli uomini italiani, tutti i militari che hanno valorosamente combattuto la Prima guerra mondiale, l’insieme di questi uomini, che per un motivo o per l’altro si sono trovati lì, al fronte, a combattere la stessa guerra, con lo stesso scopo di difendere noi italiani.
Daniela De Maron
Pensare al milite ignoto è difficile per me, che non ho provato le emozioni dei soldati, che hanno lasciato le proprie famiglie per lottare per il proprio paese, né quelle delle famiglie che hanno perso i propri cari. Vedere il treno diretto a Roma che trasportava il milite ignoto, secondo me, per le persone comportava, oltre alla tristezza, anche un senso di fierezza, perché ciascuno sapeva che quell’uomo, che avrebbe potuto essere il proprio marito, padre, fratello, figlio, era un eroe. Se io fossi un soldato e dovessi lasciare la mia famiglia proverei tristezza, ma soprattutto paura. Avrei paura di non riuscire a tornare dai miei cari ed a lasciarli soli in un momento di guerra. Se io fossi un familiare di un soldato avrei paura di non poterlo rivedere.
Kevin Giurlanda
La storia del Milite Ignoto non mi è piaciuta, perché si parlava di persone morte. Immagino di essere uno di quei signori che sono alla stazione, ad aspettare il treno con sopra la bara di un soldato morto in battaglia ,e mi sento molto triste, perché è comunque una persona che rimarrà sempre nel mio cuore! Il treno mi sembrava un po’ strano, tutto mesto, senza persone all’interno delle carrozze. Questa storia non mi è piaciuta, perché vedere la bara di un morto mi ricorda mio papà e mi fa venir da piangere.
Gioele Mosconi
Mi immedesimo sia nei soldati, che hanno combattuto le più sanguinose battaglie, che in quelle famiglie, che non hanno più potuto riabbracciare i loro cari, partiti per la guerra e mai ritornati. Immagino i pensieri dei militari, le loro paure e le loro sofferenze: avranno sicuramente vissuto con angoscia ogni momento della guerra, ma, pur terrorizzati di perdere la vita, di non ritornare dai propri cari, di ritrovarsi mutilati, ciechi o sordi a causa delle esplosioni, con coraggio ed eroismo hanno continuato la loro missione. Rifletto sui sentimenti di rispetto e le forti emozioni, provate dalla gente che onora ed omaggia, silenziosa e addolorata, al suo passaggio di stazione in stazione, il feretro del milite ignoto. Quella bara, giunta fino a Roma e sepolta nell’altare della patria, rappresenta il sacrificio di tutti i caduti e non di uno in particolare, proprio perché anonima. Il milite ignoto rappresenta tutte le persone cadute in guerra, la cui identità non è stato possibile riconoscere. Ognuno tra la folla non solo può riconoscere e piangere in lui il proprio figlio, marito, fratello o padre morto in battaglia, i cui resti non sono mai stati ritrovati o identificati, ma può rendere omaggio ed onorare tutti i soldati che hanno dato la loro vita per la propria patria.
Annalisa Rocca
Ciò che il Milite Ignoto rappresenta suscita emozioni forti. Rappresenta tutti coloro che non sono tornati a casa e non sono nemmeno mai stati identificati. Rappresenta tutti coloro che, lasciando qualcuno di caro, hanno lottato per il Paese. Rappresenta chi, nonostante tutto, è partito e ha visto spargere sangue, mentre i compagni cadevano a terra. Rappresenta chi ha combattuto per loro, per noi, dando tutto, persino la vita. Tutti abbiamo qualcuno di importante: un padre, un nonno, un amico, un fratello, un marito, un figlio. Posso solo immaginare il dolore che si provava vedendoli partire verso luoghi remoti e penso che ciò che tenesse in piedi chi provava questo dolore fosse la speranza. La speranza di vederli tornare un giorno e di poterli stringere di nuovo, di poter avere ancora quei momenti che spesso diamo per scontati, momenti di semplice quotidianità, ma che ti rimangono nel cuore. Quanto è doloroso quando ciò non accade, quando la speranza che ti aveva sempre tenuto in piedi crolla? Quanto è doloroso perdere una persona, e insieme ad essa, anche il suo corpo? Quanto è doloroso non avere nemmeno una tomba su cui piangere? Penso che il Milite Ignoto sia riuscito un po’ ad alleviare tutto questo dolore, perché in lui ognuno ha potuto trovare ciò che aveva perso. Certo, gli uomini e le donne, che aspettavano il passaggio del feretro alla stazione, non avrebbero mai avuto indietro i familiari che avevano perso, ma è proprio il suo essere ignoto che può permettere a chiunque di attribuirgli un’identità e di ritrovarci la persona tanto attesa. Gli 800 chilometri percorsi dalla bara sul treno, con le stazioni colme di gente, mostrano quante persone abbiano provato questo dolore atroce e quante persone abbiano riconosciuto in lui i propri cari. Mostrano la folla commossa per amore di coloro che hanno perduto e in qualche modo, forse, un po’ ritrovato.
Giulia Tognini
Pensare al milite ignoto non è facile, perché non ho provato i sentimenti dei soldati che hanno lasciato la loro vita di sempre per andare al fronte. Immagino come si sentissero i famigliari e gli amici che hanno perso, a causa della guerra, un loro caro. Non so cosa tutte queste persone pensassero quando il treno con il feretro passava davanti ai loro occhi. Probabilmente i bambini, mentre lanciavano i mazzi di fiori e rincorrevano il vagone, ricordavano il loro papà come un eroe e credevano che in quella bara ci fosse proprio lui, mentre le madri e le mogli piangevano tristemente in ginocchio. Credo che la cosa più bella sia proprio il fatto che sia ignoto, un soldato semplice e non un supereroe, per permettere a tutti di identificare l’amico, il marito, il fratello, il padre o il figlio che avevano perso per sempre.
Leone Valbuzzi
Quando penso al milite ignoto mi sorgono in mente i concetti di sacrificio, lealtà alla patria e una grande compassione. Cerco di pensare alle emozioni che fluivano nella testa delle persone, vedendo scorrere il treno, che trasportava il corpo del fante senza identità, ma che poteva essere il loro compagno di battaglia, l’amico, il marito o il padre. Il fatto che sia ignoto fa sì che rappresenti l’immagine perfetta di colui che ha dato la sua vita per gli altri e per la patria, cosicché ognuno ha la possibilità di ritrovare/ritrovarsi in lui. La cerimonia del Milite Ignoto ha riunito le città dopo la guerra e ha dato a tutti, dai proletari ai nobili, la possibilità di dare un ultimo saluto alla persona cara perduta in guerra. Tutti potevano identificare in lui un eroe, e poteva trattarsi di chiunque fosse stato inghiottito dalla guerra, di un comandante o di un volontario partito perché voleva unire l’Italia.
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