
Le Medaglie al Valore della Guardia di Finanza premiano gli atti di singolare coraggio compiuti in attività d’istituto diretti a salvare vite umane, ad impedire sinistri o ad attenuare le conseguenze, nonché imprese a studi volti allo sviluppo e al progresso del Corpo ovvero singole azioni caratterizzate da somma perizia, da cui siano derivati lustro e decoro alla Guardia di Finanza.
Appuntato Francesco SALERNO (alla memoria)
Capo di una pattuglia automontata della Guardia di Finanza, nel corso di un’operazione di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti si poneva all’inseguimento di una autovettura, con a bordo tre cittadini extracomunitari, che non si era fermata ad un posto di controllo. Nel concitato susseguirsi delle varie fasi dell’inseguimento, rese più rischiose in quanto svolte nottetempo, forniva determinante e lucido apporto personale all’arresto di un occupante l’autoveicolo. Conseguentemente all’abbandono della macchina da parte degli occupanti il militare con straordinario spirito di servizio, unito ad una singolare perizia professionale, si spingeva sino all’estremo sacrificio della vita allorquando, si recava appiedato alla ricerca degli stessi lungo la massicciata ferroviaria della linea ad alta velocità Torino – Milano. Fulgido esempio di eccezionale coraggio ed elevato spirito di abnegazione per affermare l’autorità dello stato e mantenere forza alla legge. Brandizzo (TO), 4 novembre 2005
Finanziere Attilio MARTINETTO (alla memoria)
Giovane e ardente finanziere, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderiva alla resistenza, aggregandosi ad una divisione partigiana che lo incaricava di svolgere delicate e pericolose azioni informative. Infiltratosi nell’ufficio politico di una questura fascista repubblicana, forniva preziose informazioni che consentirono di evitare la cattura di numerosi partigiani. In tale veste riuscì a far pervenire ai comandi partigiani il piano dettagliato per l’attacco alla città di Alba, proclamatasi repubblica autonoma, consentendo ai difensori di protrarre la resistenza oltre ogni logico limite. Catturato dai fascisti, riusciva a fuggire, ma si riconsegnava ai suoi carnefici per ottenere la liberazione della sua giovane sposa, presa in ostaggio. Dopo interminabili sevizie, veniva fucilato assieme ad altri compagni, nel giorno della liberazione, dando esempio di luminoso spirito di sacrificio, eccezionale senso del dovere, prorompente anelito alla libertà ed eroico sprezzo della morte. Castello Alfero (Cuneo), 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945
Colonnello Persirio MARINI
In difficile situazione politico-militare, quale comandante di legione dislocata sul confine orientale italiano in zona direttamente controllata dalle autorità germaniche, si oppose con decisione e con grave rischio personale agli intendimenti di utilizzare i militari dipendenti nel contrasto ai partigiani e, ove ciò non fu possibile, diede precise direttive affinché i reparti favorissero la resistenza segnalando i movimenti delle truppe tedesche e fornendo ai patrioti armi, munizioni ed equipaggiamenti. Nei giorni dell’insurrezione generale costituì con i finanzieri dipendenti un battaglione di formazione che contribuì in modo determinante alla liberazione della città. Durante il periodo dell’occupazione jugoslava mantenne contegno fiero e fermo contro gli occupanti che operavano arresti indiscriminati tra i suoi dipendenti, offrendosi al loro posto per ottenerne la libertà. Luminoso esempio di attaccamento al corpo, di altissimo senso di responsabilità e del dovere. Trieste, 8 settembre 1943 – 12 giugno 1945
Colonnello Alfredo MALGERI
In difficilissima situazione politico militare, quale comandante di legione in zona di altissimo valore strategico, si opponeva con decisione e con grave rischio personale agli intendimenti del governo fascista repubblicano di utilizzare la Guardia di Finanza contro l’espatrio clandestino di ebrei e perseguitati ed in operazioni antiguerriglia contro la resistenza. Collegatosi segretamente con il comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, poneva il suo comando al centro dell’attività cospirativa contro i nazifascisti, fornendo ai patrioti armi, munizioni e documenti falsi. Il 25 aprile 1945, alla testa di un reggimento di formazione composto esclusivamente da finanzieri, occupava i gangli vitali ed i principali uffici pubblici di Milano, scacciandone gli occupanti. Alle ore 08,00 del successivo 26 aprile aveva l’alto privilegio di annunciare, con il suono delle sirene, l’avvenuta liberazione del capoluogo e delle principali città lombarde. Fulgido esempio di onore militare e di cosciente dedizione al corpo ed alla patria. Milano, 8 settembre 1943 – 26 aprile 1945
Tenente Augusto DE LAURENTIS
Ufficiale della Guardia di Finanza, animatore dei nuclei resistenziali sorti a Roma dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, dopo la liberazione della capitale si proponeva volontariamente per una missione in territorio nemico. Paracadutato in alta Italia unitamente al comandante militare del corpo volontari della libertà, operava clandestinamente nella città di Milano quale tramite tra la resistenza e la Guardia di Finanza del capoluogo lombardo. Catturato dai nazi-fascisti e riottenuta la libertà grazie ad uno scambio di prigionieri, partecipava all’insurrezione generale in qualità di ufficiale di collegamento tra il comitato di Liberazione Alta Italia ed il reggimento di formazione della Guardia di Finanza che operava la liberazione di Milano. Fulgido esempio di dedizione alla patria e di alto senso del dovere. Roma – Milano, 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945