MARIO GALLI E JESI BRUNO – M.O.V.M. DI GIUGNO

  

GALLI MARIO

Capitano s.p.e. A.A. pilota

Licenziatosi nella sezione fisico – matematica del Regio Istituto tecnico di Genova, e iscritto nel 1924 nella facoltà di ingegneria dell’Università genovese, fu allievo nell’Accademia Aeronautica nell’agosto 1925 e ne usciva aspirante ufficiale osservatore d’aeroplano nell’ottobre 1926. Nominato sottotenente in servizio permanente effettivo nel luglio 1927 e tenente alla fine dello stesso anno, era trasferito alla Scuola Caccia di Furbara, ove, nel maggio 1928 conseguiva il brevetto di pilota su apparecchio S.V.A. (Savoia-Verduzio-Ansaldo) Nel 1930 era inviato in Cirenaica, dopo di che, nel 1931, rimpatriato, era assegnato al Centro sperimentale di Montecelio. Promosso capitano l’anno dopo; passava al 3° stormo caccia terrestre nell’ottobre 1932, all’Aeroporto di Bresso il 1° febbraio 1933 e all’Aeroporto di Centocelle il 1° novembre 1935. Il 29 marzo 1936, destinato all’Aeronautica dell’Africa Orientale, si imbarcava a Genova sbarcando a Massaua l’8 aprile, assegnato alla 34^ squadriglia da ricognizione tattica.

“Conscio del pericolo cui andava incontro, ma orgoglioso di essere annoverato fra i pionieri dell’Italia imperiale, chiedeva con generosa insistenza di partecipare ad ardita impresa aeronautica intesa ad affermare col simbolo del tricolore il dominio civile di Roma su lontane contrade non ancora occupate. Minacciato nella notte da orde ribelli, rifiutava la sicura ospitalità di genti amiche e preferiva affrontare con lo scarso manipolo di eroici compagni l’impari combattimento per difendere fino all’estremo sacrificio la bandiera della Patria.” – Lekempti, 27 giugno 1936.

Altre decorazioni al Valor Militare

Medaglia d’Argento:

«Valoroso pilota d’aeroplano eseguiva numerose azioni belliche per un complesso di 180 ore di voli, distinguendosi in particolar modo durante le operazioni per l’occupazione delle oasi di Cufra con arditi voli a bassa quota incurante del nutrito fuoco nemico e delle avverse condizioni atmosferiche. Cirenaica, aprile 1930-gennaio 1931

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BRUNO Jesi

Sottotenente complemento cavalleria, banda autonoma cavalieri dell’Amhara.

Studente nella facoltà di legge nell’Università di Torino, interrompeva gli studi per arruolarsi volontario nella 104^ legione CC.NN. (Camicie Nere) nel giugno 1935. Partito da Napoli il 3 novembre, sei giorni dopo sbarcava a Massaua e nel dicembre era in zona di operazione. Ammesso al corso allievi ufficiali di complemento di Saganeiti nel marzo 1936, tre mesi dopo veniva nominato sottotenente di cavalleria destinato al I gruppo squadroni. Trascorso un periodo di licenza per malattia in Italia, ritornava in Africa nell’aprile 1937 assegnato al III gruppo squadroni di cavalleria coloniale di Dessié. Nel gennaio 1938, otteneva il comando della banda a cavallo del Governo Amhara con la quale si distingueva nel maggio successivo nel primo fatto d’arme del torrente Ghent. Sopravvissuto alle numerose ferite riportate il 29 giugno nel secondo combattimento del Ghent, rimpatriava nell’agosto e, dopo una lunga degenza in luogo di cura, veniva collocato in congedo assoluto dal 1° gennaio 1939. Trasferitosi a Torino, vi decedeva l’11 gennaio 1943.

“Volontario nella campagna A.O. (Africa Orientale), in vari combattimenti ed in numerose ardite ricognizioni, dava continue prove di grande coraggio, sprezzo del pericolo e capacità di comando. Comandante di una banda, in aspro combattimento contro forze soverchianti, ferito più volte, reprimeva le sofferenze delle carni straziate e, sempre in testa ai suoi ascari, continuava a trascinarli con la parola, il canto e l’esempio del suo ardimento alla conquista delle posizioni nemiche. Avuta stroncata una gamba da un settimo proiettile, impossibilitato a reggersi in piedi, incitava ancora i suoi uomini e li spingeva alla conquista delle ben munite posizioni dell’avversario, che volgeva in fuga. Esempio magnifico di fermezza, coraggio e fulgido eroismo.” Torrente Ghent, 29 giugno 1938.

Altre decorazioni al Valor Militare: Medaglia Bronzo – Torrente Ghent, maggio 1938