TESEO TESEI E DARDI FERRUCCIO – M.O.V.M. DI LUGLIO

  

TESEI TESEO

Maggiore s.p.e. del Genio Navale M.M.

Ammesso alla frequenza del Corso Normale nel Corpo del Genio Navale all’Accademia di Livorno nel 1930, l’anno successivo conseguì la promozione a Tenente del Genio Navale e passò a frequentare la Scuola di Ingegneria Navale di Napoli dove nel 1933 si laureò. Imbarcò poi su unità di superficie e su siluranti subacquee e nel grado di Capitano (GN) partecipò volontario alla guerra di Spagna. Con l’inizio del secondo conflitto mondiale fu destinato presso la V Squadriglia della 1a Flottiglia MAS di La Spezia ed operò su quei Mezzi speciali d’assalto a cui aveva dedicato i suoi studi e le sue esperienze fin dal 1935. Nell’agosto 1940, a riconoscimento della sua indefessa opera creativa e di studio, ebbe la Medaglia d’Oro di 1ª Classe per “una invenzione utile alla Marina” e, cosa ancor più gradita, l’assicurazione di poter condurre in guerra i mezzi speciali da lui ideati ed approntati. Partecipò alle operazioni di salvataggio dell’equipaggio del sommergibile Iride, affondato da azione aerea nel Golfo di Bomba, mentre stava trasportando mezzi ed operatori a violare la base navale inglese di Alessandria. Nonostante fosse stressato nel fisico per l’intensa attività svolta, volle partecipare all’azione di forzamento della base inglese di Malta, condotta nella notte dal 25 al 26 luglio 1941 e, venutosi a verificare un ritardo nell’esecuzione dell’azione, decideva, in comunione di intenti con il suo secondo operatore il 2° Capo Palombaro Alcide Pedretti, di proseguire nella missione spolettando a zero l’arma da lui condotta. Nel 1942 l’Università di Padova volle onorarne la memoria conferendogli la laurea ad “honorem alla memoria”.

“Ufficiale Superiore del Genio Navale, in lunghi anni di tenace, intelligente, appassionato lavoro riusciva, superando difficoltà di ogni genere, a realizzare, in cooperazione con altri pochi valorosi tecnici, e successivamente a perfezionare il mezzo d’assalto subacqueo della Regia Marina. Non pago del decisivo contributo portato dalla sua brillante intelligenza e dalla sua profonda cultura volle personalmente provare, collaudare e impiegare in guerra l’arma insidiosissima. Nonostante fosse minorato nel fisico per questa attività, inflessibilmente volle partecipare al forzamento di una delle più potenti e meglio attrezzate basi navali dell’avversario, conducendo lo strumento da lui ideato. Verificatosi nel corso dell’azione un ritardo, dovuto a imprevisti incidenti tecnici, che avrebbe potuto compromettere l’esito, allo scopo di guadagnare tempo perduto e di portare a termine a ogni costo il suo compito, decideva di rinunciare ad allontanarsi dall’arma prima che esplodesse contro l’obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva, unitamente al suo secondo uomo rimasto a lui fedele fino alla morte, alla gloria purissima del cosciente olocausto. Esempio di elette virtù militari e di sublime dedizione alla Patria, oltre il dovere.” Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.

Altre decorazioni al Valor Militare:

Medaglia d’Argento al Valore Militare sul Campo  

«Imbarcato di passaggio sopra una nave appoggio attaccata col siluro e con le mitragliatrici da aerei siluranti nemici a bassissima quota, che riuscivano ad affondare l’unità, dimostrava sprezzo del pericolo ed ardimento. Partecipava poi alle operazioni dirette al salvataggio dei superstiti rinchiusi all’interno di un sommergibile, silurato ed affondato nello stesso tempo, affrontando per più di 24 ore i più gravi pericoli e le più ardue difficoltà, noncurante della propria incolumità, raggiungendo il suo intento. Dava così prova delle più alte e nobili virtù militari di sangue freddo, coraggio, e generoso altruismo. Golfo di Bomba, 22-24 agosto 1940. Zona di Guerra 31 agosto 1940.»

Promozione al grado di Maggiore G.N. (12 dicembre 1940)

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DARDI FERRUCCIO

Capitano s.p.e. reggimento Lancieri di Novara

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Allievo dell’Accademia Militare di Modena, fu nominato sottotenente di cavalleria in s.p.e nell’ottobre 1933. Destinato al Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo e frequentata la Scuola di applicazione, fu promosso tenente nell’ottobre 1935. Ottimo ed ardito cavaliere veniva assegnato, nel 1936, alla Scuola di applicazione di cavalleria e addetto per diversi anni al Centro Militare Olimpionico, riportava lusinghiere vittorie in competizioni ippiche nazionali ed estere. Entrata l’Italia in guerra, partecipò prima alle operazioni svoltesi alla frontiera occidentale, e promosso capitano nell’ottobre 1941 fu poi trasferito al reggimento Lancieri di Novara. Assegnato al III gruppo corazzato mobilitato, il 7 giugno dell’anno successivo partiva per l’A.S. (Africa Settentrionale) quale comandante del 3° squadrone.

“Comandante di squadrone carri armati, nel corso di un attacco ad importante caposaldo, accortosi che il nemico con mezzi corazzati e blindati superiori per numero e potenza minacciava il fianco di una nostra G.U. (Grande Unità), si lanciava animosamente col suo reparto contro l’avversario. Fuori della torretta, con la voce e col gesto, incitava i suoi equipaggi a seguirlo nella carica. Scontratosi a breve distanza con un mezzo nemico, lo arrestava prima e lo poneva poi, fuori combattimento con il tiro preciso della sua arma. Ferito una prima volta da una granata che gli mutilava il braccio destro, sempre in testa proseguiva imperterrito l’azione finché, di nuovo e ripetuta mente colpito da proiettili esplodenti, saltava in aria col proprio carro. La sua tenacia combattiva ed il suo eroico sacrificio davano modo ai rimanenti elementi dello squadrone di porre in fuga l’avversario ed alla G.U. di riprendere la marcia verso l’obiettivo. Fulgido esempio di attaccamento al dovere ed elette virtù militari. “– El Qatara (A.S.), 9 luglio 1942.