187° REGGIMENTO PARACADUTISTI “FOLGORE”

  

Motto:   “Di fulgida gloria vigile scolta,,

Festa:    23 ottobre – anniversario della battaglia di El Alamein (1942).

Sede:     Livorno – Caserma “Vannucci”

Mostrina: rettangolare; fondo di colore azzurro cui è sovrapposta un’ala a sette penne di colore oro opaco sulla quale poggiano un paracadute e un gladio di colore argento opaco (guardia del gladio scarlatta).

Sintesi della blasonatura

1° quarto: arme di Tarquinia, città culla dal 1939 della nascente Specialità Paracadutisti ed ove era distaccato nel 1942 un battaglione del 187°

2° quarto: su smalto d’azzurro (simbolo di amor di patria e fedeltà) la “folgore” ricorda l’omonima grande unità nella quale è stato ed è inquadrato il 187° reggimento.

3° quarto: i colori della Grecia per simboleggiare il primo aviolancio di paracadutisti effettuato dal II battaglione su Cefalonia nel194I.

4° quarto: arme di Livorno, città con la quale l’unità ha un particolare legame territoriale avendovi preso sede nel 1975.

Il capo d’oro simboleggia la massima ricompensa al V.M. meritata dal reggimento in Africa Settentrionale, come evidenziato dal silfio di Cirenaica inserito nel quartier franco.

Origini e vicende organiche

Con circ. 040850/307 in data 4.10.1941 lo S.M.R.E. dispone la costituzione del comando 3° Reggimento Paracadutisti per l’inquadramento del I battaglione paracadutisti CC.RR. e del battaglione par. libici dislocati in Africa Settentrionale. Revocata la destinazione in A.S., dal 1° gennaio 1942 il comando di reggimento passa a disposizione del Comando Divisione Paracadutisti. In data 15 marzo il 3° Reggimento Paracadutisti viene costituito e mobilitato con il comando, la compagnia servizi, la compagnia cannoni 47/32 ed il IX e X battaglione par., ai quali si unisce l’VIII battaglione in formazione. È inquadrato unitamente ai Reggimenti 1° e 2° Paracadutisti e Artiglieria per D. par. nella Divisione paracadutisti. In seguito alla trasformazione della grande unità in Divisione di Fanteria “Folgore” (185ª), dovuto alla necessità d’impiego in A.S. come unità terrestre, il 27 luglio 1942 prende il nome di 187° Reggimento Fanteria “Folgore”. Trasferito in Africa Settentrionale lascia in Italia, presso la Scuola della Specialità di Tarquinia, l’XI battaglione par. in corso di costituzione. Nel settembre 1942, quando il 185° Fanteria lascia la Divisione “Folgore” cede al 187° i battaglioni II, che l’anno precedente ha effettuato il primo lancio di guerra della Specialità su Cefalonia, e IV. Il 187° si scioglie per eventi bellici il 6 novembre 1942dopo la battaglia di El Alamein mentre i superstiti vengono inquadrati nel CCLXXXV battaglione di formazione che, dopo aver ancora eroicamente combattuto in Tunisia, viene sciolto nel maggio 1913.

Nel 1952, presso il Centro Militare di Paracadutismo di Pisa, si forma un battaglione paracadutisti che diviene poi 1° gruppo tattico paracadutisti, presso il quale si costituiscono il II e V battaglione par.

Dal 1° gennaio 1963 i due battaglioni sono inquadrati nel 1° reggimento par. e vi rimangono sino alla ristrutturazione dell’Esercito a seguito della quale, sciolto il reggimento, il II battaglione dà vita il 30 settembre 1975, in Livorno al 2° Battaglione Paracadutisti “Tarquinia”. Con decreto 12 ottobre 1976 riceve la Bandiera del 187° reggimento f. “Folgore” del quale tramanda le gloriose tradizioni.

Dall’ottobre 1982 al febbraio 1984 il battaglione partecipa, inquadrato nel contingente italiano (ITALCON) della Forza Multinazionale di Pace in Libano alla missione di sicurezza denominata Libano II. Nel 1991 il battaglione concorre alla missione umanitaria “Airone” a favore delle popolazioni curde nel Nord Iraq. Nel periodo luglio-settembre 1992 reparti del battaglione partecipano a Palermo all’operazione “Vespri Siciliani” concorrendo alla sorveglianza di punti sensibili.

Nell’ambito del riordinamento della Forza Armata, il battaglione perde la propria autonomia l’8 ottobre 1992 ed il giorno successivo è inquadrato nel 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” che si costituisce in Livorno. Il reggimento dal dicembre 1992 al luglio 1993 partecipa alla missione di pace in Somalia, inserito nel contingente “Italforce Ibis”, meritando la Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito; altri reparti del rgt. sono inviati in Somalia nel periodo 23 novembre e 1993 – 5 aprile 1994.

Campagne di guerra e fatti d’arme

Seconda Mondiale (1940-43):

  • 1941: (II battaglione) aviolancio sull’isola di Cefalonia e successivo sbarco a mezzo natanti a Zante.
  • 1941-42: preparazione per l’aviosbarco sull’isola di Malta (operazione c3)
  • 1942: (187° reggimento) impegnato sul fronte di El Alamein si batte per la conquista dei passi che dal deserto immettono nella depressione di El Qattara. Sostiene duri combattimenti a Gebel Kalak, El Taqa, Deir el Munassib, Qaret el Himeimat e solo il 2 novembre, accerchiato, senza rifornimenti e ridotto negli organici viene sopraffatto.
  • (CCLXXXV battaglione di formazione): Buerat, Tarhuna, Castel Benito, Zavia, Zuara, Mareth, El Akarit, Enfidaville, Takrouna

Ricompense alla Bandiera

Al Valor Militare

 Ordine Militare d’Italia – Decreto del 26 marzo 1994

“Impegnato in zona di operazioni montuosa in Afghanistan, ha fronteggiato molteplici difficoltà e pericoli determinati da degrado ambientale, forti tensioni sociali e politiche e da una situazione operativa difficile ed altamente rischiosa. Ha assolto la missione affidatagli con valorosa professionalità ed altissimo senso di responsabilità, fornendo costante esempio di valore, slancio e spirito di abnegazione. Il pieno successo conseguito testimonia il coraggio e l’elevata efficienza ed efficacia di tutti gli uomini e le donne del Reggimento, che hanno così contribuito ad accrescere il prestigio dell’Esercito e della Nazione nel contesto internazionale.” Khost (Afghanistan), 15 giugno -15 settembre 2003

 Medaglia d’Oro – Decreto 26 marzo 1963

“Reggimento Paracadutisti della gloriosa Divisione “Folgore”, in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l’impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell’epica battaglia di El Alamein stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di “Folgore”, ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d’Italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi di eroismo collettivi e individuali, protraeva la resistenza fino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto ed all’ammirazione dello stesso nemico, scrivendo così una delle pagine più fulgide per l’Esercito Italiano” (Africa Settentrionale, 22 luglio – 12 ottobre 1942; battaglia di El Alamein, 23 ottobre – 6 novembre 1942).

Al Valore dell’Esercito

Medaglia d’Argento – Decreto 5 ottobre 1994.

“Il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, inquadrato nelle forze italiane in Somalia, partecipava alle operazioni di soccorso alla popolazione somala prodigandosi con totale dedizione ed elevata professionalità nella pericolosa missione e confermando, in numerose azioni di rastrellamento per la ricerca d’armi ed in operazioni contro guerriglieri ed anti banditismo, l’altissimo livello d’efficienza, il grande coraggio e la generosità dei suoi effettivi. Coinvolto in numerosi conflitti a fuoco reagiva sempre con efficacia e determinazione mettendo in luce il valore militare, la capacità operativa e la fortissima motivazione dei propri uomini. Nonostante le gravi perdite subite in combattimento, continuava ad assolvere i compiti affidati senza flessioni con la fierezza e l’orgoglio di perseverare nel tentativo di ridare sicurezza e soccorso umanitario al martoriato popolo somalo e nella determinazione di rendere onore alla Patria lontana”. Somalia, 27 dicembre 1992 – 3 luglio 1993.

 Medaglia d’Argento

“Reggimento paracadutisti inquadrato nella brigata multinazionale nord impegnata in Bosnia-Herzegovina, svolgeva i compiti assegnati con straordinario entusiasmo, totale dedizione e non comune spirito di sacrificio. Nel corso delle molteplici attività’ di controllo del territorio, monitoraggio, pattugliamento degli itinerari, scorta a convogli umanitari e controllo ed ispezioni dei siti, in una situazione operativa ed ambientale particolarmente delicata e complessa, operava con costante equilibrio, profondo senso del dovere ed elevatissima professionalità’. L’incessante impegno nel sostegno umanitario alle popolazioni, nella prevenzione delle attività criminose della malavita ricorrendo sovente a capillari e rischiose azioni di rastrellamento e nel salvataggio di numerose vite umane, mettevano in luce le straordinarie capacità’ e le eccezionali doti di coraggio, fermezza e solidarietà’ degli uomini del 187° reggimento che assolvevano, talvolta a rischio dell’incolumità’ personale, una funzione determinante per il ripristino della convivenza pacifica nell’area. Chiaro esempio di unità’ coesa e fortemente motivata che ha evidenziato nei suoi uomini altissima professionalità, concreta saldezza morale ed elevate virtu’ militari, contribuendo ad accrescere significativamente il prestigio dell’Italia e della Forza armata nel contesto internazionale”. Sarajevo, 3 luglio 1996-24 marzo 1997.

 Medaglia di Bronzo

“Reggimento paracadutisti impiegato in teatro afghano, assolveva brillantemente ai propri compiti con consapevole sprezzo del pericolo, indiscusso valore e costante spirito di sacrificio. In particolare, nel corso di violenti e ripetuti attacchi a un convoglio, sosteneva accesi combattimenti respingendo le forze ostili attraverso numerosi episodi di coraggio e riuscendo, in tal modo, a evitare il coinvolgimento della popolazione civile negli scontri. Straordinaria espressione di nobili ideali, assoluta dedizione al servizio ed elette virtù militari, con il suo operato rinnovava la tradizione e il valore dei paracadutisti, contribuendo a esaltare il prestigio dell’Esercito.” Afghanistan, 3 aprile – 20 ottobre 2009.