
CICIRELLO ANTONIO
Sottotenente del 7° reggimento alpini
“Figlio di italiani all’estero, accorse volontario dal Perù per compiere i suoi obblighi di leva e sollecitava di partecipare alla campagna etiopica dimostrando alto sentimento patriottico e grande dedizione al dovere. Impegnato in asprissimo combattimento, dal quale dipendeva l’esito delle ulteriori operazioni nel Tembien, si prodigava ove la lotta era più furibonda, facendo spostare le mitragliatrici nei punti più opportuni ed incoraggiando col suo sereno contegno i propri dipendenti. Dopo aver curata la postazione di un’arma, là dove il nemico tentava un disperato assalto, e, mentre personalmente maneggiandola, mieteva le file dei selvaggi assalitori, veniva colpito a morte, suggellando col suo sacrificio tutta una giovinezza volta al più ardente amor di Patria.” – Uork Amba (Tembien), 27 febbraio 1936.
Dalla Scuola allievi ufficiali di complemento di Milano, specialità alpini, usciva sottotenente nel giugno 1934 assegnato al 1° reggimento. Congedato nel gennaio 1935, veniva richiamato a domanda nell’aprile successivo e destinato al btg. “Pieve di Teco” del 7° alpini. Col reggimento mobilitato per esigenze A.O. partiva poi per l’Eritrea, sbarcando a Massaua il 17 genn. 1936.
D’INCAU SOLIDEO
Caporal maggiore 7° Reggimento Alpini
“Comandante di squadra mitraglieri a presidio di una posizione avanzata attaccata da forze soverchianti nemiche e battuta da violento fuoco di artiglieria e mortai, visto cadere il suo ufficiale, non desisteva dal falciare con to sua arma il nemico, incitando i camerati alla resistenza con la parola e con l’esempio. Dopo ripetuti assalti, valorosamente ributtati, veniva circondato dal nemico ed invitato ad arrendersi. Benché ferito alla testa, rifiutava la resa e persisteva nella lotta accanita. Sopraffatto, prima di cadere nelle mani dell’avversario, in un supremo atto di virile prontezza, smontava la sua mitragliatrice e la rendeva inservibile al nemico. Fatto prigioniero e volendo il nemico costringerlo a rimontare l’arma, preferiva la morte a tanta ignominia cadendo trafitto da colpi di baionetta vibratigli con selvaggio furore dall’avversario. Fulgido esempio di alto senso del dovere, di profondo amore di Patria, di sublime sacrificio.” – Vandrescia (Fronte greco) 13 febbraio 1941
Muratore e contadino di mestiere, si presentava nell’ottobre1936 al 12° reggimento alpini per il servizio di leva e assegnato al btg. «Belluno» passava nell’anno successivo btg. «Feltre» del 7° alpini. Collocato in congedo col grado di caporale nel 1937, veniva richiamato nel maggio 1940 ed assegnato alla 65^ compagnia mitraglieri del suo vecchio btg. «Feltre» mobilitato partecipava dopo l’entrata in guerra dell’Italia, alle operazioni militari sul fronte alpino occidentale meritandosi un encomio solenne. Promosso cap. magg. nel settembre, tre mesi dopo, il 24 novembre partiva per l’Albania.